Torna l’incubo anticiclone nella seconda decade di dicembre?

Quest’avvio di dicembre e dell’inverno meteorologico prosegue sulla medesima riga di novembre, regalandoci svariate ondate di maltempo ed anche episodi di freddo di modesta entità. Addirittura nella settimana in arrivo ci aspettiamo altre due perturbazioni atlantiche, entrambe portatrici di neve a bassissima quota sul nordovest.
Insomma la prima decade di dicembre si rivelerà invernale senza ombra di dubbio, soprattutto al nord dove avremo freddo persistente ed episodi nevosi in pianura in almeno due occasioni. La prima è prevista tra lunedì sera e martedì, la seconda nel giorno dell’Immacolata: in entrambe le circostanze la neve potrà raggiungere le pianure della Val Padana occidentale, con accumuli tutti ancora da definire.
Ma se ponessimo lo sguardo alla seconda decade di dicembre, ecco che tornerebbe un piccolo campanello d’allarme. Proprio lui, l’anticiclone, potrebbe nuovamente espandersi verso l’Italia e non per una brevissima comparsata!
Una ripresa della corrente a getto in Atlantico favorirebbe il rinforzo improvviso della depressioni tra Islanda e Gran Bretagna, la cui diretta conseguenza sarebbe un rinforzo degli anticicloni sul Mediterraneo. Insomma tra 11 e 14 dicembre potrebbe tornare sul serio la stabilità, con temperature diurne un po’ più alte e tante nebbie o nubi basse a spasso per le pianure e le coste.
Tutti i centri di calcolo sono concordi col ritorno dell’alta pressione, a cominciare dal modello americano GFS:

Totale accordo anche con l’europeo ECMWF, il quale propone una campana anticiclonica ben distesa fin su Francia e nord Italia.

La previsione ha elevate probabilità di realizzazione, considerando che anche la media degli scenari propone l’avvento dell’anticiclone nel periodo in esame. Insomma non ci saranno piogge, non ci saranno nevicate mentre avremo senz’altro nebbie, nubi basse e forti escursioni termiche tra giorno e notte.

Ma attenzione, poiché sempre la media degli scenari ci fa capire immediatamente che per l’anticiclone sarà vita dura. Attorno a metà mese ecco che si ripresenterebbero le perturbazioni a spasso per l’Europa e l’Italia, una situazione del tutto fisiologica considerando che il vortice polare non avrà la forza necessaria per ricompattarsi.

Autore : Raffaele Laricchia