Torna in auge l’anticiclone sull’Europa occidentale: quali conseguenze per l’Italia?
Nelle prossime ore un passaggio perturbato abbastanza intenso, coinvolgerà i settori centrali e settentrionali del Paese, strascichi di instabilità anche nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 marzo. In seguito sembra volersi riproporre una situazione di alta pressione sui settori occidentali d'Europa. Slitta avanti nel tempo la possibilità di avere un riassorbimento di questo pattern circolatorio.
Proprio in queste ore l’ingresso di una modesta depressione dai settori settentrionali oceanici e l’aria più fredda in arrivo dal nord-est Europa, sta generando un sistema frontale piuttosto organizzato che entro la mattinata di domani, domenica 15 marzo, determinerà nuove precipitazioni sulle regioni centrali e settentrionali. L’apice del maltempo nella serata, quando la neve potrà scendere a quote localmente basse sull’angolo italiano nord-occidentale. Rovesci e temporali a carattere discontinuo sulla Sardegna e sul
centro Italia (settori tirrenici).
Prolungamento del maltempo anche nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 marzo, in questo caso con un coinvolgimento più netto delle regioni centrali tirreniche, le precipitazioni più intense si abbatteranno sulla Toscana ed il Lazio. Miglioramento ovunque nella giornata di mercoledì 18, associato ad un aumento delle temperature.
Evoluzione a medio e lungo termine: l’anticiclone sull’Europa occidentale torna ad influenzare la circolazione atmosferica del Mediterraneo?
I modelli fanno un passo in avanti e poi due passi indietro, ritornando ancora una volta a proporre il tormentone dell’alta pressione distesa dall’oceano Atlantico all’Europa occidentale. Dagli aggiornamenti di questa sera possiamo notare la tendenza ad avere uno spostamento dell’aria raffreddata appartenente al Vortice Polare, dai settori atlantici e canadesi, a quelli nord-europei e scandinavi.
Ancora una volta l’anticiclone delle Azzorre manterrebbe la posizione sin troppo spesso assunta nel corso della stagione invernale, spesso e volentieri collocata sull’Europa occidentale. Verrebbe agevolato il mantenimento di una circolazione settentrionale oppure nord-orientale. Il punto cardine di tale situazione perturbata resterebbe saldamente ancorato alla Penisola Scandinava, propagando i suoi effetti sin verso l’area mediterranea centro-orientale.
Le nubi e l’instabilità tornerebbero a privilegiare i settori meridionali ed adriatici del Paese, verrebbe mantenuto un trend avaro di precipitazioni sulle regioni settentrionali e su parte di quelle tirreniche (inclusa la Sardegna). Temperature previste in media col periodo stagionale.
Autore : William Demasi