Temperature oceani, la Nina perde qualche colpo
Pare allargarsi l'anomalia termica positiva partita qualche mese fa dalle coste dell'Ecuador. Ora le acque più fredde vanno trasferendosi più ad ovest determinando un nuovo assetto della rispettiva circolazione altmosferica

Grande fermento nelle acque dell’oceano Pacifico. Se nei settori boreali del grande oceano è assodata la conferma di acque più fredde lungo le coste del nord America e di una piscina più tiepida nei settori centrali e occidentali fin verso il Giappone (indice decennale dell’oscillazione pacifica, ovvero PDO negativo), sulla fetta equatoriale qualcosa sta cambiando.
Non si tratta di un capovolgimento di fronte ma sostanzialmente di una rettifca a quanto già avevamo assistito i mesi scorsi. La Nina che ha iperversato quest’inverno, perde qualche colpo. La battuta d’arresto arriva dalle coste sud-americane. Qui i satelliti ci mostrano che non esiste più l’upwelling, ossia quel fenomeno di risalita di acque fredde dalle profondità marine causato da un eccesso di vigore degli alisei.
Ciò starebbe a significare un progressivo riscaldamento del tratto di oceano interessato dal fenomeno dell’ENSO (oscillazione Nino-Nina e corrispettivi pressori atmosferici). Le previsioni sfornate dalla maggior parte dei centri meteorologici e climatoloici del mondo in effetti evidenziano una certa risalita delle temperature nel tratto di oceano preso in esame, tuttavia non pare probabile il ritorno ad una fase di Nino propriamente detta.
Ricordiamo che le fasi dell’ENSO tendono ad interessare con la loro influenza a livello atmosferico anche la circolazione atmosferica sul comparto euro-atlantico con uno scarto di qualche mese. Occhi puntati dunque su quel settore nevralgico. Da lì potrebbe partire la nostra estate la quale per il momento (anche a causa della collocazione di altri importanti indici) non pare voler far faville ma rientrare nei canoni di una stagione “normale”.
Autore : Luca Angelini
