STROMBOLI!
Meravigliosa avventura notturna all'ombra della Luna piena.

Dal diario di Massimo Habib…
Qui a Stromboli, nelle isole Eolie, splende un meraviglioso sole, il cielo è terso, la pressione alta e la temperatura gradevolissima intorno ai 28°. Sono le 18.00 e tutto è pronto.
Faccio parte di un gruppo di venti persone, tutte attrezzate di scarpe da trekking e casco giallo. “Ma se mi colpisce un lapillo il casco mi serve a qualcosa?” chiedo alla guida. Lui mi risponde con uno sguardo laconico e un po’ misterioso: l’atmosfera è quella giusta, si parte.
Dobbiamo raggiungere la vetta, 920 metri. Ci dicono che a 400 faremo una pausa perchè verrà fatta una cernita: chi sembrerà troppo stanco verrà invitato a tornare giù, e niente storie, decide la guida!
A 400 metri io sono stravolto. Ho già bevuto un litro d’acqua ma gli occhi mi strabuzzano fuori dalle orbite. Cerco di immaginare un uragano di neve sulla mia testa con temperature sotto zero ma non serve, anzi, sembro anche allucinato! Insieme a due amici siamo il fanalino di coda del gruppo. Ci graziano, si va avanti!
Raggiungiamo i 600 m verso le 20.00, ci sono circa 24°C si sta benissimo a parte la stanchezza. E poi arriva la prima delle meraviglie: guardo in alto; a sinistra la spendida Luna, in basso a destra il Sole al tramonto…e poi un urlo! Uno indica il cratere. Un fuoco meraviglioso inonda di lapilli di fuoco l’aria, un’onda di calore fa venire i brividi. E’ straordinario. I lapilli cadono a circa 300 m da noi.
Finalmente siamo in cima. Fa freddo, il vento è teso e si sta in equilibrio con difficoltà. Siamo sopra al cratere che dista circa 200 m. Le esplosioni sono frequenti, incredibili, surreali.
La guida dice: ” Se vedete arrivare lapilli infuocati contro di voi, non copritevi con le mani, non vedreste niente! Cercate invece di evitarli!” Bella forza! Manco fossero palle di neve…
Poi, dopo, un esplosione più forte delle altre, una guida ci indica la via del ritorno. dice che i prossimi lapilli cadranno dove siamo adesso noi. Penso : “questa è l’ultima emozione!” Invece… non ci rendiamo conto che il nostro gruppo è già partito. Chiamano via radio la nostra guida e dicono che ci aspetta un po’ più giù…mi rendo subito conto che la discesa è pericolosa. Scendiamo in una nuvola di cenere cosparsa di lapilli raffreddati: una rovina per le caviglie. La luna e le pile elettriche non bastano ad evitare le cadute. E’ divertente ma pericoloso. Alla fine raggiungiamo il gruppo, ci danno subito le mascherine per proteggerci dalla polvere. La discesa è ripida e pare infinita.
Attraversiamo un immenso campo di canne e perdiamo completamente il senso dell’orientamento. La mascherina ci fa sudare come fossimo a 40° mentre la temp. non supera i 22°.
Dietro di noi si sentono ancora le esplosioni…ma il paese è ormai vicino.
E’ stata un’esperienza unica ed indimenticabile, paragonabile per le emozioni alla più bella delle nevicate. La prossima volta vado sull’Etna d’Inverno…a volte nella vita si può avere proprio tutto!
Autore : Massimo Habib
