Quei mostri di SUOCERE: il vortice polare e l’anticiclone subtropicale, tutto congiura contro l’inverno italico
Che disastro povero inverno.

Cominciammo ad osservare anticicloni subtropicali così forti e rompiscatole dal gennaio del 1988, da allora sono passati 20 anni e la loro forza, la loro invadenza, costanza e persistenza sono andati progressivamente accentuandosi.
Quest’anno, lo sapevamo, c’era poi lo zampino della Nina a rendere ancor più robusti questi mostri di stabilità.
Ma ancora non era tutto. Ci mancava di dover assistere ad un exploit del vortice polare, favorito da raffreddamenti stratosferici probabilmente inopinati.
A dicembre la stagione sembrava comunque ben avviata, il vortice polare aveva addirittura fatto segnare un picco di indebolimento nei primissimi giorni del gennaio, ma poi ha cominciato a smaniare facendo correre come un jet supersonico la corrente a getto. Ne è derivato un periodo caratterizzato dapprima da un passaggio di perturbazioni atlantiche in un contesto mite, poi un ulteriore accelerazione ha finito per fare il gioco degli anticicloni.
Infine stiamo per vivere probabilmente l’onda anticiclonica più calda in spostamento al suolo dalle Azzorre verso l’Italia nel week-end ma supportata in quota da una rimonta di aria veramente calda per la stagione, quasi da mese di maggio.
E’ successo per la verità anche nell’inverno scorso, perchè il vortice polare ha sempre un picco di vivacità in gennaio, poi tende a calmarsi. Ora cosa ci attende? L’alta pressione dovrebbe indebolirsi a fine mese ma l’indice AO; l’arctic oscillation, mostra solo discese parziali e temporanee. L’indice NAO mostra di volersi portare leggermente verso valori negativi a febbraio, chissà che in qualche modo non si riesca ancora a vivere uno scampolo di inverno vero.
Autore : Alessio Grosso
