00:00 2 Gennaio 2019

Non conosci il FAVONIO? Te lo presentiamo noi…

Spesso ad una giornata favonica segue una notte calma e molto fredda. Come mai?

FAVONIO: letteralmente vento favorevole ai germogli, di caduta dalle Alpi, spesso mite che investe la Pianura Padana, ripulendola dagli inquinanti e dallo smog.

In una giornata di Favonio l’aria di Milano sembra alpina, con il sole accecante e l’atmosfera limpida. Vento caldo, ma solo in apparenza. Le correnti che lo generano talvolta sono fredde ed arrivano o dall’Atlantico o dalla Scandinavia.

L’effetto di riscaldamento c’è solo sui nostri versanti. L’aria per superare la catena alpina si comprime e quindi si riscalda, ma la matrice del vento è comunque generalmente fredda.

Di giorno può soffiare impetuoso sulle pianure, mentre di notte tende a calmarsi, per poi riprendere a soffiare il giorno seguente con nuova intensità. Come mai questo vento di notte tende a calmarsi? E’ risaputo che l’aria fredda è più pesante di quella calda. Di giorno sulle pianure l’azione del sole scalda il terreno. L’aria in prossimità del suolo risulta quindi meno densa rispetto a quella presente a poche centinaia di metri di altezza.

La densità del Favonio, di conseguenza, tende ad essere superiore a quella presente in vicinanza del suolo. Il suo "peso" risulta quindi maggiore rispetto a quello dell’aria sottostante ed il vento può entrare liberamente, senza troppi problemi. Questa situazione si riscontra soprattutto nei mesi primaverili, ma anche a febbraio, quando il sole ha già un potere calorico sufficiente a scaldare in parte il terreno.

Nei mesi di dicembre e gennaio, spesso, la pianura presenta un cuscino freddo nei bassi strati, molto più difficile da scalzare. Di notte, il terreno perde calore per irraggiamento e di conseguenza tende a raffreddarsi. Questo raffreddamento comporta un drastico aumento della densità dell’aria presente a livello del suolo. Se la densità del Favonio risulta inferiore a quella dell’aria presente in prossimità del terreno (succede quasi sempre), il suddetto vento tende a SCORRERE sopra allo strato più denso sottostante, non entrando al livello del suolo.

In poche parole, è improprio dire che di notte il Favonio si calma. In realtà scorre sopra ad uno strato freddo sottostante, senza arrivare a livello del suolo.

Questa situazione si riscontra non solo con il Favonio alpino, ma anche in condizioni di Foehn appenninico.

Autore : Paolo Bonino