L’affondo di aria artica farà impazzire i previsori sino all’ultimo minuto…
L'affondo di una saccatura in modo così centrale non convince del tutto i previsori.

La saccatura in discesa dal nord Europa punterà le Alpi con l’asse posizionato all’altezza della Svizzera tedesca. Una situazione che non piace ai previsori, non piace agli stessi modelli e non piace nemmeno agli operatori turistici del sud delle Alpi che vorrebbero apporti umidi oltre che freddi per garantire piste perfette sino a Pasqua. E’ vero, il freddo aiuterà a sparare con i cannoni, ma la neve naturale è tutto un altro spettacolo.
Ora però, con un baricentro della saccatura così centrale, è facile che alla fine, a poche ore prima dell’evento, l’aria fredda scenda più convinta dalla valle del Rodano e renda più ampio ed importante il minimo padano previsto al momento in modo sbilenco ed irregolare.
Oltretutto si parla di foehn ma se osserviamo i gradienti barici al suolo e le correnti in quota, esso potrà essere tale solo per qualche ora e segnatamente allo sbocco delle valli, perchè le correnti settentrionali passeranno molto più ad ovest (dalla Costa Azzurra sin giù alla Sardegna e alla Sicilia seguendo la curvatura ciclonica delle correnti.
Una cosa è certa: il nocciolo freddo in avvicinamento al Mediterraneo è tosto e con l’aumentata insolazione di marzo potrebbe fare delle sorprese ai previsori, soprattutto nei termini di temporali NEVOSI nelle ore pomeridiane, appena le correnti diverranno meno tese e i cumuli avranno la possibilità di crescere senza essere disturbati dal vento.
Naturalmente l’Appennino centro-meridionale resta in pole-position per la neve ma anche il settore emiliano ed il Triveneto rimangano vigili.
Se poi l’aria fredda entrasse più decisa dal Rodano e il nocciolo freddo in quota sfondasse sul Tirreno, tutte le previsioni sarebbero da rifare.
Teniamo presente anche la possibile retrogressione prevista tra venerdì 23 e domenica 25 con un’instabilità che questa volta diverrebbe generale.
Autore : Alessio Grosso
