Il dramma del Trasimeno
Il più vasto bacino dell'Italia peninsulare è in pericolo, causa la siccità spietata.
La conca del Lago Trasimeno, situata nell’Umbria centro-occidentale al confine con la Toscana, è la zona meno piovosa della regione. Figuratevi come sono andate le cose quest’estate.
Nella zona del grande lago umbro, come in molte altre, non cade una goccia d’acqua da maggio. Ripetiamo: da maggio… un dramma, un colpo durissimo, per un bacino di origine tettonica qual’è il Trasimeno.
Anticamente, la vicina Valdichiana era occupata da un ampio specchio d’acqua. Il sollevamento del fondovalle ne causò il riversamento nella vicina conca, situata ad Est, di quello che oggi conosciamo appunto come lago Trasimeno.
Essendo tale conca una depressione, ne risulta che la profondità del bacino non ha niente a che vedere con quella dei laghi alpini, di origine glaciale, o dei vicini laghi di Bolsena o Bracciano, che occupano antichi crateri di vulcani spenti.
Nossignori: il Trasimeno, in condizioni normali, è profondo solo 6 metri ed è alimentato da piccoli torrenti, troppo poco per assicurargli la tranquillità. Di conseguenza un prolungato irraggiamento, in una stagione come l’estate, provoca il rapido surriscaldamento ed evaporazione delle acque, causa la scarsa profondità. In questo periodo ogni giorno dal Trasimeno evaporano 700.000 metri cubi d’acqua.
Il livello del lago è di un metro più basso del normale e se entro la fine di questo mese non pioverà, le autorità locali vieteranno l’estrazione dell’acqua dal bacino.
Insomma, anche il grande lago del “non più tanto verde cuore d’Italia” ha sete, e l’emergenza continua. Quanto dovrà piovere per riportare la situazione alla normalità? E quante estati come questa, ed noi scomettiamo che ne avremo altre anche peggiori, potrà sopportare questo gigante sfortunato?
Pare che il Lago Trasimeno sia destinato a prosciugarsi entro un migliaio d’anni, ma se ogni anno avremo a che fare con questo problema teniamo presente, e le autorità facciano altrettanto, che il gigante è debole.
Pochi metri lo separano dalla fine: SEI, per l’esattezza…
Autore : Francesco Bucci