00:00 13 Maggio 2008

Grandinata nell’entroterra algerino scambiata per una nevicata e le palme della capitale si imbiancano

Si è creata così un po' di confusione. In natura tutto è possibile, ma qui forse si è un po' esagerato.

Grandinata nell’entroterra algerino scambiata per una nevicata e le palme della capitale si imbiancano

La Natura si sa, è capace di dispensare fenomeni eccezionali, a volte sorprendenti e inimmaginabili. Ma quello che è capitato ieri 12 maggio nella capitale magrebina ha il sapore di un evento che viaggia oltre ogni immaginazione.

E’ vero, ultimamente abbiamo sottolineato il raffreddamento delle temperature atlantiche, della mancata ripresa delle macchie solari, dei ghiaccai polari che stanno riprendendosi dal coma irreversibile nel quale parevano sprofondati, ma la neve ad Algeri a maggio no, quella non ce la saremmo mai aspettata, per lo meno entro i prossimi 300-400 anni.

Considerata l’ufficialità della fonte, scartiamo a priori l’ipotesi della malafede. Accantonate anche le conseguenze derivanti da una possibile “ebbrezza da scoop” optiamo per una semplice svista, un errore umano. Anche MeteoLive ha ripreso la notizia ma ha pensato bene di chiarirla e approfondirla.

Affidiamoci allora ai dati che ci giungono in diretta dalla località interessata e l’evento si ridimensiona, di molto, anzi quasi del tutto. In termini strettamente meteorologici la giornata è stata caratterizzata dal transito della coda di un fronte freddo collegato al vortice depressionario centrato sulla Sardegna. La massa nuvolosa in questione è la stessa che ha impegnato (e ancora sta impegnando mentre scriviamo) le nostre isole Maggiori e il medio-basso versante tirrenico.

I fenomeni sul Paese nord-africano hanno dispensato episodi temporaleschi a macchia di leopardo, alcuni anche intensi, specie nelle zone interne, come accaduto nelle città di Costantine e di Setif-Arnat. Su quest’ultima località (oltre 1000 metri di quota) la temperatura durante un rovescio si è portata a +10°C e ha consentito la caduta e l’accumulo al suolo di graupel, o meglio, di grandine pastosa e di piccole dimensioni. Ad Algeri, situata lungo le coste mediterranee però, il termometro ha oscillato tra i +13°C e i 21°C e la giornata è stata caratterizzata solo da un po’ di pioggia sporca accompagnata da molto vento da nord-ovest.

La vita nella capitale algerina, a differenza di altre località messe in difficoltà dagli abbondanti rovesci caduti tutti d’un fiato sui suoli aridi, ha proseguito ad intrecciarsi nella sua fervente quotidianità così diversa dalle nostre usanze e incurante di un tempo che spesso mette in fila tanti giorni fotocopia, uno dietro l’altro. Sole e nubi, nubi e sole, tanto vento, tanto secco. Perchè mai ieri gli Algerini avrebbero dovuto alzare il naso verso il cielo?

Era forse tornato il Natale a trasformare le bianche case del deserto nel più classico dei presepi innevati? Nulla di tutto questo. La notizia della neve lungo le coste, fenomeno più impossibile che raro, è stato fraintesa e confusa con una semplice grandinata avvenuta nelle zone interne e montuose, evento ben più ricorrente e plausibile.
Autore : Luca Angelini