00:00 30 Luglio 2007

Global Warming: “Science”, è il Mediterraneo a rischiare di più, sotto accusa il turismo!

Uno studio climatologico mette in allerta le popolazioni dell'Europa meridionale.

In Europa la regione mediterranea e’ una delle piu’ vulnerabili ai cambiamenti climatici; lo rivela uno studio pubblicato via web sulla
rivista Science e ripreso dal quotidiano britannico “The Independent”.

I ricercatori, guidati da Dagmar Schroeter dell’istituto “Potsdam” per la ricerca degli effetti climatici in Germania, hanno cercato di valutare gli effetti del riscaldamento globale su una gamma di ecosistemi quali silvicoltura, agricoltura e turismo; ebbene, secondo gli scienziati “il Mediterraneo e’ apparso il piu’ vulnerabile ai cambiamenti globali” a causa della sua sensibilita’ alla siccita’ ed all’aumento delle temperature.

Lo studio commissionato da 58 organizzazioni tra governi, industrie,
associazioni di coltivatori dei 14 Stati originari dell’Unione, piu’ Norvegia e Svizzera, ha utilizzato diversi modelli climatici che preannunciano dati allarmanti: tra il 20 e il 38% della popolazione mediterranea potrebbe a breve risentire della carenza d’acqua; Un dato che gia’ nel 1995 vedeva circa 193 milioni di persone,
su una popolazione totale di 383 milioni di europei, alle
prese con questo problema.

Con ogni probabilita’, prosegue lo studio, la penuria dell’acqua nelle zone mediterranee e’ stata aggravata dall’aumento della domanda per irrigazione e turismo.
Schroeter aggiunge: “I responsabili delle riserve naturali dovranno far fronte anche ai cambiamenti notevoli nell’abbondanza e nella distribuzione delle specie animali e delle piante. Questi cambiamenti potrebbero avere implicazioni anche per le identita’ culturale degli abitanti e per le forme tradizionali di utilizzazione delle terre e del turismo”.

Per l’Europa del Nord invece sono previsti incrementi delle piogge, delle foreste e una diminuzione di terre destinate all’agricoltura. Nelle zone montane, infine, potrebbe aumentare lo scioglimento dei ghiacciai: un fattore che, sempre secondo gli scienziati, potrebbe cambiare i flussi dell’acqua verso valle e ridurre il rifornimento
idrico nei momenti di picco della domanda, oltre ad aumentare il
rischio di inondazioni in inverno.
Autore : Redazione MeteoLive.it