00:00 27 Febbraio 2007

Così l’Italia resterà nel “LIMBO”

Nè alta, nè bassa pressione, saremo nel fiume d'aria che separa due tipi di circolazione opposta.

Così l’Italia resterà nel “LIMBO”

Al nord le basse pressioni, a sud le alte pressioni, in mezzo l’Italia, proprio laddove spira la corrente a getto, lo strumento che Madre Natura ha escogitato per ridistribuire il calore nelle varie regioni del globo.

Il problema è che in questi giorni questo fiume d’aria sta facendo un po’ i capricci e non ne vuol sapere di rallentare un po’. Così tutto il freddo se ne resta confinato nel grande nord, tutto il caldo (relativo peraltro) rimane invece attestato all’estremo sud del Continente.

L’Italia si trova in una sorta di limbo e riceve quest’aria oceanica mite in un’alternanza di corpi nuvolosi che danzano leggiadri a cavallo delle Alpi e di ampie schiarite assolate. Oltretutto una parte del Paese (il centro-sud) si trova più vicina all’alta pressione piuttosto che al flusso perturbato atlantico ma le correnti di Libeccio che si instaurano prima dei passaggi frontali, riescono comunque a richiamare umidità sul Tirreno.

Tra qualche giorno in ogni caso qualche ondulazione vi sarà e allora cominceranno quegli sconfinamenti dell’aria fredda verso sud e dell’aria mite verso nord utili alla produzione di perturbazioni che poi ci raggiungono con il loro carico di piogge, perturbazioni che dunque si inseriscono in questi cavi d’onda pronunciati che i meteorologi chiamano SACCATURE e che il simpatico Generale Baroni un tempo definiva “SECCATURE”.

In ogni caso la prossima settimana l’affondo di una di queste “seccature” sulla Francia determinerà un sensibile peggioramento sul nostro Paese con piogge al piano e nevicate a quote medie (cerchiamo di essere ottimisti) sulle Alpi.

Se poi ci scappasse la depressione sul ligure anche il Piemonte con il richiamo sciroccale vedrebbe finalmente le piogge che aspetta da circa un mese e che ridurrebbero la crisi economica determinata dalla mancanza di neve nelle località turistiche.
Autore : Alessio Grosso