ANGELINI: “Non sarà l’estate dell’alta africana”
Vi proponiamo il consueto incontro con i redattori di Meteolive. Oggi abbiamo sentito il parere di Luca Angelini

REDAZIONE: allora Angelini, siamo alle prese con un grave episodio alluvionale sul Piemonte proprio alle porte dell’estate, cosa sta succedendo?
ANGELINI: anche se si spargeranno tonnellate di inchiostro su questo avvenimeno bollandolo come uno dei marchi prodotti dai cambiamenti climatici indotti dalle emissioni antropiche tengo subito a puntualizzare che l’evento, pur nella sua gravità, non presenta carattere di eccezionalità.
REDAZIONE: come siamo giunti ad una situazione così pesante?
ANGELINI: tutto è partito da un prolungato blocco della circolazione atmosferica a scala euro-atlantica. In sostanza le correnti occidentali che solitamente fluiscono ondulando sulle nostre latitudini sono rimaste incastrate in una serie di ingranaggi depressionari ad ovest e anticiclonici ad est. Questo ha prodotto un innalzamento meridiano delle onde atmosferiche oltre il loro punto di rottura. Da qui la persistenza della fenomenologia.
REDAZIONE: quindi il gran caldo al sud e gli eventi alluvionali del nord-ovest hanno un nesso?
ANGELINI: certamente. Anzi possiamo benissimo affermare che l’uno è il rovescio della medaglia dell’altro. La nostra Penisola si è trovata in quest’ultimo periodo tra l’incudine (l’alta pressione nord-africana sulle regioni meridionali) e il martello (la persistenza depressionaria su quelle settentrionali). Le regioni centrali si sono trovate a fare da ago della bilancia della situazione la quale si è alternata arrecando talora sole e caldo e tal’altra temporali e aria più fresca.
REDAZIONE: quando si sbloccherà questa situazione?
ANGELINI: direi che per il fine settimana le nostre regioni nord-occidentali potranno un po’ tirare il fiato, grazie alla temporanea espansione di un cuneo di alta pressione ma in prospettiva pare che la circolazione potrà riproporre nuovamente una fase di marcata instabilità nel corso della prossima settimana.
REDAZIONE: un ultima domanda, l’anticiclone nord-africano terrorizzerà l’estate italiana?
ANGELINI: quello stabile e irremovibile che ben conosciamo no. La collocazione degli indici ci suggerisce che il mostro dei deserti non avrà l’appoggio equatoriale sufficiente per risalire la china verso la nostra Penisola. Altro discorso per quanto riguarda le irruzioni temporanee in risposta ad affondi depressionari sul Mediterraneo occidentale. Come abbiamo visto questo è un meccansimo collaudato che senz’altro potrà ripetersi. Ma anche questo fa parte della “normalità” climatica del nostro Paese.
Autore : Luca Angelini
