Gradevole cronaca meteo di una settimana in Valle d’Aosta
Un bellissimo resoconto, la triste realtà della neve che quest'anno si fa attendere sulle Alpi. Ma l'Inverno è appena iniziato...
Sono tornato da una settimana di ritiro in un paesino della Valle d’Aosta, Bionaz (1650m.), in Valpelline, una valle non molto conosciuta ed ancora abbastanza integra.
Sono arrivato in Vallée a mezzanotte di domenica 25 novembre 2001, mi hanno accolto una stellata a dir poco meravigliosa ed una temperatura freschina, non molto fredda ma un po’ frizzantina. La luna, luminosissima anche se non ancora piena, illumina la poca neve che in quota resiste al caldo diurno dei giorni precedenti. Il risveglio lunedì 26 è stato buono, -2, cielo sereno ed aria tersa. In valle è presente una foschia piuttosto densa fino ai 1200m.; durante la giornata il cielo si rannuvola un po’ e la sera il cielo ormai velato offre lo spettacolo stupendo di un enorme alone intorno alla luna, nitido e luminoso.
Vado a letto sperando bene… il giorno dopo è martedì 27, avevo guardato a lungo i modelli e le carte e si prospettavano per il 27-28 un po’ di precipitazioni… Mi sveglio e con gli occhi ancora un po’ appannati dal sonno vedo una bianca e fresca coltre… Evviva! Macché! Questa coltre, una volta che gli occhi mi hanno restituito la vista, e con essa la verità, si rivela niente più che un lenzuolino di due, ben due, dico DUE centimetri, un dito di neve in una notte!
Mamma mia, mi dico, speriamo bene, dopo tutto il cielo è ancora ben coperto… ma poco dopo si frastaglia e si lascia penetrare da qualche raggio di sole, tanto caldo quanto sgradito! Infatti la Temperatura si rialza e… nevica! No. Eppure… Ah… è neve portata dal vento, quella che scende dal cielo ma non si ferma… ti illude un po’ e ti lascia col desiderio… però, che bella la nevicata col sole che illumina i fiocchetti uno per uno…
Beh, almeno un ditino di neve fresca l’ho vista, almeno qualche piccola nevicata “finta” sono riuscito a “fotografarla nella memoria”.
Dopo tre ore è tutto un ricordo.
Martedì sera il cielo è ormai nuovamente sgombro, la T. sempre sui -2 (le max non avevano mai superato i +5) e mi chiedo come facciano le stelle ad essere così luminose! Che aria pulita!
Mercoledì mattina qualche filino di ghiaccio sulla macchina mi conferma che l’umidità non è poi molto bassa. Mi sembra un buon segno.
Passo il pomeriggio a Valnontey, a contemplare il silenzio. Gli impiegati comunali sistemano gli addobbi ai lampioni, un unico Bar aperto sfida il sonno turistico di novembre. Entro. Si parla delle previsioni dei prossimi giorni… Alta pressione, si dice… ed anche… il FOEHN!
No, questo no, spero… mi introduco nel discorso…eppure è vero, arriverà solo della nuvolaglia inutile, e forse anche dannosa insieme al famigerato vento caldo!
Torno a Bionaz, il cielo si copre di nuovo, la sera siamo a +2 in discesa. “Caldo per essere a 1650m., ma per domattina sarà scesa ancora…”. Cerco l’alone lunare di Lunedì sera; non lo trovo, ma la luna gioca con le nuvole e le tinge di colori stupendi.
Giovedì mattina il cielo è semplicemente bellissimo, sereno, luminoso, di nuovo a -2 (mai scesi sotto i -2 a Bionaz in questi giorni), decido di passare qualche ora a Cervinia ed al Lago Blu. Lì reincontro l’immagine – dal vivo – della webcam che osservo più volte al giorno, e sono testimone oculare della situazione della neve: due settimane prima una simpatica nevicata aveva imbiancato la valle fin sotto i 1500m., ora un manto nevoso di pochi cm. resiste qua e là nei versanti meno esposti, mentre per i versanti più esposti il sole ha avuto la meglio fin sopra i 2700m.!
Il Lago Blu era ricoperto di uno strato di ghiaccio innevato, che al centro lasciava un cerchio d’acqua libera, quasi come una piaga aperta e dolorosa. Anche il pianoro di Cheneil (da andarci! È sopra Valtournenche) piangeva questa situazione. Il Cervino appariva come dopo una fresca notte di pioggia in estate, diffusamente ma leggermente imbiancato; la neve appena copriva i grigi ghiacciai delle Grandes Murailles; quasi veniva voglia di allungar le mani e tirar giù un po’ di neve dalle balze rocciose e lasciarla in paese e sulle piste.
La sera si rannuvola un po’, ricomincia la “finta nevicata”, siamo a +3 (alle 23 ed a 1650m.!), ma la speranza è l’ultima a morire.
Il risveglio è una rivelazione… signore e signori, il FOEHN! Temperatura +7, PIOVE! Pioggia leggera, d’accordo, ma pensa un po’ se non c’era quest’accidenti di foehn… e poi no, quelle no… le pozzanghere… no, sono una beffa, vedere pozzanghere allegre ed animate il 30 novembre a quella quota! La pioggia ha i suoi alti e bassi, poi quando smette decido di passare un po’ di tempo alla cappellina della Val Ferret (Planpincieux). A Courmayeur sono +10, la Val Ferret è una scacchiera di neve e terra bagnata.
Ad Aosta, uscendo dalla chiesa di Maria Immacolata (vicino alla caserma Battisti), mi sembra di essere a casa tanto l’aria è tiepidiccia ed umidiccia… di nuovo foschia densa, ed a Bionaz +5.
Stamattina risveglio nuovamente bagnaticcio con ancora +5.
Inattaccabile Foehn…
Lascio la Valle d’Aosta con una pioggerella fine fine oltre i 1300m., la neve si è sciolta fin oltre i 2800m. (è un pianto); in Valle il cielo è abbastanza sgombro. Le cime dell’Emilius e della Grivola sono forzatamente bianche, più per la quota che per il desiderio delle nubi.
I torrenti, gelati fino a ieri, tornano a gorgogliare, perdono quasi tutto il tesoro di ghiaccio accumulato con pazienza quotidiana. L’Autunno era iniziato molto presto, dicevano che a 2200m. l’8 settembre il terreno era duro e gelato come a gennaio. Oggi è il 1° dicembre, vedo dalle webcam che anche il lago Lod di Chamois sta perdendo la sua copertina autunnale, che le piste da fondo di Cogne stanno avanzando con fatica grazie alla neve artificiale ed alla tenacia degli addetti alla Coppa del Mondo.
Sembra Primavera, ma il colore dei prati ricorda che siamo in Autunno; ecco un motivo che dà speranza.
C’è di bello (solo per me) che ho scoperto cos’è veramente il foehn… da piccolo studiavo questo vento dal nome così buffo e “casalingo” e non riuscivo a credere come un vento alpino potesse essere caldo… e ne ho capito l’inesorabile ed intransigente dittatura!
Sono andato in Vallée per un ritiro e non per turismo, sono riuscito a trovare cose stupende anche in un cielo così nemico dell’inverno (nuvole “contessa”, come le chiamavo da piccolo, stupendi arcobaleni, aloni anche solari)… anche di tutto questo facevo una preghiera.
Al di là di questo, stasera sono tornato ai modelli… tristezza, profonda tristezza… ma com’è possibile che al Cerreto (1200m., Appennino ToscoEmiliano) ci sia più neve che a Cervinia?
Per me è facile dirlo, perché non vivo della neve come chi abita sulle Alpi, però lo dico lo stesso: pazientare… pazientare…
Cos’altro possiamo fare?
Autore : Lucadon