L’ultimo saluto dell’inverno
Il 1° marzo comincia la primavera meteorologica: l'inverno ha voluto dirci arrivederci proprio nel suo ultimo giorno, e cioè il 28 febbraio, con una breve quanto violenta nevicata.
28 febbraio 2001: ultimo giorno d’inverno. Eh sì, proprio così, in quanto le stagioni meteorologiche cominciano il 1° del mese, e cioè circa 3 settimane prima dell’inizio della stagione astronomica. L’inverno 2000/2001 non ci ha pensato due volte a dare il suo arrivederci ai modenesi: l’ingresso di correnti molto fredde nord atlantiche sul mar Mediterraneo ha provocato la formazione di una profonda depressione che ha imbiancato un po’ tutto il nord Italia, comprese alcune zone della Toscana.
E così, dopo una giornata di preparazione -quella del 27 febbraio- in cui le nubi prefrontali provenienti da Sud/Ovest avevano già iniziato a produrre nevicate su alcune zone del Nord/Ovest italiano, durante la notte fra il 27 ed il 28 tutto si è preparato a dovere per la nevicata.
Il risveglio dei modenesi è stato all’insegna delle forti nevicate già presenti in Appennino, mentre nelle zone di pianura il cielo era coperto da dense nubi, e spirava un forte vento nord/orientale. Poco prima delle 8 le prime deboli piogge iniziano a cadere sulla media e bassa pianura, mentre sull’alta pianura la pioggia si presenta già ghiacciata o mista a neve.
La temperatura si aggira intorno ai +2°C in pianura: niente di buono per una nevicata farinosa, ma i meteorologi sono comunque in fermento, perchè basta una precipitazione intensa per far tramutare la pioggia in neve a causa della discesa di aria fredda dalle quote superiori.
Ed è così: poco dopo le 9 il cielo si fa ancora più cupo, e in pochi minuti la pioggia aumenta di intensità e rapidamente si trasforma in neve. Pochi secondi dopo è già bufera: enormi fiocchi di neve, fittissimi, scendono violentemente trasportati da un forte vento da nord/est. La stazione meteorologica di San Prospero (MO) ha registrato una raffica massima, durante l’intensa nevicata, di ben 45 km orari.
Lo spettacolo è veramente affascinante: la neve, infatti, è troppo bagnata per potersi depositare sulle strade, e quindi non crea particolari problemi alla circolazione. Nonostante questo, però, i prati ed i campi arati si imbiancano in meno di 5 minuti! La visibilità, che prima della nevicata era di circa 700 metri, improvvisamente cala fino a 50 metri: è una tormenta! La temperatura cala dai +3°C raggiunti poco prima delle 9 a quasi 0°C poco dopo le 10.
Ma tutto dura poco: il previsto intensificarsi delle correnti da S/W, infatti, provoca la rapida cessazione delle nevicate sull’Emilia Romagna. E’ l’Appennino, che come una barriera ci protegge dai corpi nuvolosi provenienti dal mar Tirreno, i quali invece fino a pochi minuti prima provenivano dall’Adriatico e ci lasciavano esposti al maltempo.
Smette quindi di nevicare, al suolo c’è un centimetro di neve fradicia, che entro mezzogiorno si scioglie prontamente.
E così l’inverno se ne va: un inverno che le provincie centrali dell’Emilia Romagna (Reggio Emilia, Modena e Bologna), ricorderanno come un inverno particolarmente mite e piovoso, per nulla freddo, e che porta all’attivo due anomali fenomeni temporaleschi (uno proprio il giorno di Natale).
Per i prossimi giorni le temperature si alzeranno notevolmente, a causa dell’arrivo sulla regione di correnti africane umide e temperate.
Autore : Alessandro Bruscagin