00:00 11 Dicembre 2014

Linea di tendenza per il centro: nulla di scontato per l’ultima decade di dicembre

Esaminiamo la linea di tendenza per il centro Italia con il metodo degli spaghetti.

Linea di tendenza per il centro: nulla di scontato per l’ultima decade di dicembre

Voglia di inverno e di freddo; voglia di spingersi con le previsioni oltre la barricata del lungo termine. Spesso ci si riesce, altre volte si resta fermi al palo e solo l’inesorabile incedere del tempo ci mostra la giusta configurazione barica che occuperà la nostra Penisola nel prossimo futuro.

Quest’oggi, i run ufficiali dei vari modelli non sono molto entusiasmanti specie a medio termine. Per cercare di capire se questa previsione è credibile o meno, interpelliamo un diagramma completo che tenga conto non solo del run ufficiale, ma anche delle cosiddette "corse alternative" che il modello americano periodicamente ci propone.

Quelli che vedete sono chiamati "spaghetti" e riassumono tutte le corse del modello, compresa ovviamente quella ufficiale.

La corsa ufficiale è rappresentata dalla linea verde. Le linee a metà grafico sono le temperature a 1500 metri di quota e la linea rossa è la media. I picchi che si notano più in basso sono invece le precipitazioni. Più i valori sono alti, più le piogge (o le nevicate) sono probabili e intense. Il punto geografico di riferimento è situato grossomodo sulla verticale della città di ROMA.

Cosa notiamo? Partendo dalla sinistra del grafico, un periodo che andrà avanti fino alla metà della settimana prossima contrassegnato da un lieve sopramedia termico e un picco precipitativo riscontrabile per martedì 16, corrispondente ad una depressione mediterranea.

Dalla metà della prossima settimana in avanti, è buio completo, o meglio i cluster termici si aprono a ventaglio, segno di estrema indecisione previsionale. Il run ufficiale del modello americano (cluster verde) è tra i più caldi, quindi "pessimistico" per l’arrivo del freddo sull’Italia.

L’indecisione si palesa maggiormente nel lungo termine. Pensate che tra il cluster più freddo e quello più caldo c’è una differenza di oltre 15°.

Nulla è perduto, quindi, nella "causa fredda italica". Sicuramente, i prossimi run potrebbero ridurre l’ingerenza del getto atlantico con relativo abbassamento del quadro termico. Staremo a vedere.

Autore : Paolo Bonino