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L'inverno 2017-2018 in arrivo sarà davvero freddo? Che mappe!

Andamento dell'inverno molto interessante secondo le ultime proiezioni del modello CFS v2.

In primo piano - 30 Giugno 2017, ore 11.10

E' da diverso tempo che abbiamo puntato i riflettori sulle emissioni per il prossimo inverno, che paiono sempre molto interessanti e l'ultimissimo aggiornamento del modello CFS v2 ribadisce il concetto e lo rincara.

Pur senza scomodare chissà quali sconquassi, il modello prevede complessivamente un accumulo di aria molto più fredda della norma sulle zone polari e sulla Russia già durante la stagione autunnale, che andrebbe poi a riversarsi verso sud, con modalità e tempistiche molto diverse nell'ambito del trimestre freddo.

Il mese di dicembre trascorrerebbe con una configurazione barica assai classica per l'Europa e il Mediterraneo, classica ovviamente rispetto a quanto è mutato il clima nell'ultimo trentennio: cioè con un anticiclone sempre molto ingombrante ad ovest e molta aria fredda in azione su tutto l'est europeo, ma a tratti anche sul nostro Paese, specie sui versanti adriatici, dove arriverebbe la prima neve in pianura e sulla costa.

Sulle Alpi ancora una volta non sono attesi durante questo mese precipitazioni nevose di rilievo. L'inverno però potrebbe riservare bianche sorprese anche al nord tra gennaio e febbraio.

Infatti proprio nel mese di gennaio 2018, il vortice polare protenderebbe due rami verso sud: il primo (come si nota nella carta emisferica postata qui a fianco) andrebbe a coinvolgere in modo spettacolare Canada e States portando temperature eccezionalmente basse (media di -28°C a 1500m), ma il secondo piomberebbe verso il centro Europa coinvolgendo anche l'Italia e determinando precipitazioni spesso nevose tra nord e centro, specie su Triveneto ed Emilia-Romagna, ma anche, Toscana e Marche, ma con possibili nevicate anche sul restante settore appenninico del centro e di parte del sud. 
 
Notevole infatti la carta che mostra come un anticiclone sulla Groenlandia spalanchi le porte del Mediterraneo ad una profonda struttura depressionaria in discesa dal nord Europa (appunto il ramo del vortice polare di cui abbiamo parlato sopra) regalando temperature sotto la norma all'insieme del Continente.

Si tratterebbe insomma di un gennaio notevolmente freddo per tutti, a tratti anche nevoso. Il nord-ovest riceverebbe forse apporti nevosi inferiori ma sarebbe pronto a rifarsi a febbraio.

Come vedete dalla mappa del febbraio, un altro vortice freddo andrebbe a scendere ancora più ad ovest sul Continente portando precipitazioni e anche un po' di freddo al nord, sufficiente a determinare nevicate in pianura e naturalmente sulle Alpi, in questo frangente le precipitazioni risulterebbero piovose al centro e al sud, accompagnate anche da temperature nettamente più miti rispetto al gennaio.

Insomma c'è molta carne al fuoco, anzi in freezer e vedere le proiezioni invernali quasi costantemente confermate in direzione di un inverno dinamico, in parte anche freddo e nevoso, deve far sperare gli appassionati, che pure sotto l'ombrellone o dietro la scrivania al lavoro già immaginano la stagione che verrà e fremono...

 


Autore : Alessio Grosso

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