Come reagisce il nostro corpo all’arrivo dei primi freddi?
In autunno sono possibili sbalzi di temperatura improvvisi, spesso mal tollerati dal nostro organismo. Il corpo umano tende ad adattarsi al freddo, ma non in tempi brevi.
“Brrr, che freddo! Accidenti, siamo scesi dai 20° di due giorni fa agli 8° attuali! Eppure sembra molto più freddo…”
Quante volte in autunno abbiamo pronunciato queste frasi, in occasione di ondate di freddo precoci, normali in un certo senso nel periodo di transizione tra la stagione estiva e quella invernale.
L’autunno, difatti, non significa solo foglie secche, pioggia, nebbia e cieli grigi, ma può presentare già i primi freddi, che spesso sono mal tollerati dal nostro organismo.
Quando un’ondata di freddo si abbatte sulla nostra Penisola nel mese di ottobre, ad esempio, essa non ha quasi mai lunga durata e spesso lascia spazio dopo qualche giorno a temperature più miti.
Il nostro fisico, adattato oramai a vivere al caldo dopo avere trascorso diversi mesi con temperature esterne costantemente superiori a 20°, si trova indubbiamente spiazzato nell’affrontare il brusco calo termico.
L’adattamento alla nuova temperatura non avviene immediatamente, ma necessita di qualche giorno prima di manifestarsi.
Il corpo umano, quando la temperatura esterna è bassa, risulta più vulnerabile agli attacchi di virus e batteri. Di conseguenza il segnale che il nostro organismo ci manda non è altro che la sensazione di freddo che noi sentiamo.
Il nostro primo istinto, quindi, è quello di coprirsi, per evitare che la temperatura interna scenda troppo.
Solo successivamente, se il freddo persiste per più giorni, l’organismo tende a regolare la sua temperatura aumentandola leggermente. In questo modo si velocizzano tutti i processi energetici che ci consentono di vivere anche in caso di freddo molto intenso.
Ecco il motivo per cui, con i primi freddi, è più facile prendersi raffreddori e bronchiti. Il primo freddo, come già accennato, è anche il peggio tollerato, a causa proprio del mancato adattamento alla temperatura esterna più bassa.
Gli 8° registrati in ottobre, di conseguenza, saranno tollerati molto peggio dal nostro corpo rispetto agli 8° registrati in pieno gennaio, con l’organismo già adattato a vivere al freddo.
Autore : Paolo Bonino