00:00 21 Settembre 2002

In cielo e in terra, spazi di vita

Pensieri fugaci verso un mondo che proprio in questa nuova stagione conosce la propria identità, scoprendosi intimo e libero all'occhio attento di animi sensibili. Attente riflessioni su un mondo che non c'è più; un mondo fatto di orizzonti, di genti, di stellate e di colori celesti.

In cielo e in terra, spazi di vita

Di colpo arriva settembre. La tiepida montagna d’estate vede affievolirsi l’umana distratta presenza d’agosto. Tutto l’intorno si apre ai nuovi colori del nord. Le mandrie abbandonano gli alpeggi, le genti lasciano le alte frazioni, e con l’ottobre alle porte ci si ritrova tutti giù in paese. Pochi, ma sempre gli stessi.

I padroni della valle ora badano alla propria casa in attesa del lungo inverno. Anziani, donne e bambini: tutti giù in strada a far festa, perché una stagione è appena finita, ed un’altra è appena iniziata.

Sagre, ritrovi, banchetti e. prime stufe accese a riscaldare veri cuori liberi sul tramonto che sarà. Si rincorrono le notti e fasi di luna piena, mentre i rifugi, lassù in alto, aspettano nel proprio silenzio il primo biancore del nuovo ciclo.

La montagna è sola, ed ora può sorridere. Ora può giovarsi di venti tesi da nord, d’azzurri oltremare, d’incredibili stellate. Raffiche d’ottobre ghermiscono le umane immondizie, e su tutto può posarsi il silenzio.

Ora il cielo può baciare i boschi del monte; ora il monte può respirare le onde del cielo. Lontana è la mano che rompe i silenzi; libero il canto dei suoi prigionieri.

Tutto tace e trova spazi, come l’uomo che rincorre una cima per cambiare prosepttiva al mondo. E per renderlo migliore.

Dedicato all’amico Matteo
Autore : Emanuele Latini