Il cielo d’Islanda
Lodevoli iniziative culturali e sociali.

A volte la natura e il cielo meriterebbero di essere contemplati con meno superficialità di quanto noi siamo abituati a fare.
Iniziative difficili da mettere in pratica sulle nostre città, impossibili sulle grandi metropoli, ma fattibili con un pò di “sacrificio” nei piccoli centri urbani lontani dall’inquinamento luminoso metropolitano come è successo in Islanda.
La scorsa notte, presso Reykjavik, in occasione del festival cinematografico, l’amministrazione locale ha deciso di spegnere tutte le luci verso le 10 di sera, un paio d’ore dopo il calar della notte, per almeno mezz’ora. Mentre, sulla radio nazionale, un astronomo descriveva le stelle e altri fenomeni ai 250 mila abitanti della città più settentrionale del mondo. Le costellazioni estive stanno lentamente tramontando, lasciando il posto alle luminose stelle invernali: Orione, Toro, Gemelli, Auriga con i loro affascinanti segreti.
Oltre all’osservazione guidata della volta celeste, a contribuire alla magia della notte si è aggiunta l’Aurora Boreale, la famosa luminescenza in alta atmosfera generata dalle tempeste magnetiche solari, è stato spiegato il Pearl Cloud, letteralmente «nuvole perla», fenomeno meteorologico che trasforma i cumuli in una sorta di prismi che scindono la luce nei colori primari, insomma una serata trascorsa al buio.
Il buio che a volte fa paura, ma che a volte unisce, diventando fonte di ispirazione e terreno fertile per vivere la suggestione magica della notte e magari riflettere un pò di più sulle priorità della vita.
Autore : Luca Savorani
