00:00 23 Novembre 2016

Meteo a 15 giorni: il raffreddamento dell’Europa disturbato dalle correnti da ovest?

L'evoluzione prevista per la prima decade di dicembre.

Meteo a 15 giorni: il raffreddamento dell’Europa disturbato dalle correnti da ovest?

Arrivano solo conferme per ora rispetto a quanto esposto stamane nell’articolo relativo al monitoraggio del vortice polare e che trovate qui:
https://www.meteolive.it/news/Tendenze-lungo-termine/76/tendenze-lungo-termine-come-trascorrer-la-prima-decade-di-dicembre-/55906/
Il vortice polare intende spingere un po’ sull’acceleratore e proporre per la prima decade di dicembre correnti debolmente perturbate da WSW, in grado di determinare sul nostro Paese condizioni variabilità con qualche momento piovoso e clima al massimo tardo autunnale ma NON ancora invernale sul nostro Paese.

Resiste ma perde alcuni punti il progetto che vedeva imporsi imponenti scambi meridiani di calore già nella prima decade del prossimo mese, a causa dei disturbi presenti all’interno del vortice polare, che sembrano invece in via di attenuazione (almeno temporanea).

Ricordiamo che proprio i continui scambi di calore tra le latitudini, ossia gli affondi nord-sud di grosse saccature in arrivo dal nord Atlantico o addirittura dalla regione artica in sede troposferica, cioè nella parte di atmosfera più bassa e prossima a noi, possono determinare disturbi anche nel vortice polare stratosferico, cioè quello presente in altissima quota.

Da qui possono derivarne anche episodi di riscaldamento anomalo su questo settore dell’atmosfera con conseguenti ulteriori raffreddamenti in troposfera e dunque aumento del rischio di ondate di freddo severe nell’emisfero boreale.

Se mancano questi scambi chiaramente diventa un po’ più difficile. Comunque entro venerdì o sabato 3 dovrebbe transitare una di queste saccature portando finalmente un po’ di neve su Alpi ed Appennini anche a quote basse, poi potrebbe continuare la variabilità prima di un altro guasto intorno a martedì 6 dicembre, questa volta con neve dalle quote medie, prima di una temporanea e parziale fase anticiclonica per l’Immacolata.

Tutto questo dovrebbe accadere se prevalesse la MITE azione atlantica, la cui attendibilità si aggira ora attorno al 55%; se invece fossero gli scambi meridiani ad imporsi, i peggioramenti risulterebbero più incisivi e con connotati praticamente invernali, ma al momento questa opzione non va oltre il 25%.

C’è anche lo sfortunato caso in cui possa essere l’alta pressione ad imporsi, dominando la fase, ma qui l’attendibilità è ancora inferiore, siamo al 20%.

Ribadiamo però la grande incertezza di fondo, dovuta ad un vortice polare che quest’anno non è stato precondizionato dalla stratosfera e si fa un po’ i fatti suoi, capricci compresi.

EVOLUZIONE dal 2 al 10 dicembre in sintesi: (considerando la prevalenza di un flusso di correnti da WSW)

-2 possibili passaggi piovosi tra il 2-3 il primo con neve a quote basse sulle Alpi e su parte dell’Appennino, tra il 5-6 il secondo con neve dalle quote medie sulle Alpi, alte in Appennino. 

-una fase più stabile tra il 7 ed il 9 per una parziale rimonta anticiclonica.

-Nuova variabilità dal 10 
 

Autore : Alessio Grosso