00:00 4 Dicembre 2014

L’inverno si appresta a battere un colpo

Il punto.

Anche stamane il nodo cruciale per capire come evolverà il mese di dicembre è rappresentato dall’analisi prevista per venerdì 12 dicembre, quando si capirà quanto vuole davvero ondulare la corrente a getto, quanto l’alta pressione riuscirà a spingersi verso nord, calamitando verso le latitudini mediterranee aria fredda di origine artica marittima.

L’inverno dicembrino passa da lì, da un freddo al massimo moderato, non certamente intenso, perchè dall’est europeo non arriva e non arriverà nulla almeno sino al 20 del mese.

Queste correnti da nord-ovest invece possono essere la chiave di lettura per tutto il mese di dicembre. Negli inverni del passato, segnatamente quelli degli anni 90, queste correnti persistevano anche per settimane e riempivano di neve il nord delle Alpi, lasciando a secco le aree a sud e regalando poi di tanto in tanto la neve sulle montagne del medio Adriatico e del meridione a quote anche basse.

Non si tratta però di una regola fissa, maggiori disturbi all’attività delle correnti occidentali, vale a dire con frenate del getto più marcate, possono determinare una vera e propria colata di aria gelida dal Polo verso il centro Europa e parte dell’Italia; da lì alla formazione di un lago gelido tra Scandinavia, Russia ed in genere est europeo, il passo è breve e le conseguenze possono essere un’ ulteriore frenata delle correnti atlantiche ed un inverno più crudo sul Continente.

Al momento l’analisi comparata della media degli scenari dei principali modelli dà come risultato quello che vedete in figura: cioè correnti da nord-ovest, un po’ di neve oltralpe a tratti, così come sull’Appennino emiliano-romagnolo, sul versante adriatico dell’Appennino centrale e poi sull’Appennino meridionale, ma come vedete l’equilibrio è precario, basta poco (anche se non pochissimo) per vederci piombare l’inverno in casa.
 

Autore : Alessio Grosso