La nube “Asperatus Undulatus” NON è nuova…
Le farneticazioni sulla nube Asperatus, inserita con colpevole ritardo nell'Atlante mondiale delle nuvole.
Definire l’Asperatus la nube simbolo della modificazione climatica artificiale va aldilà di ogni possibile previsione sull’ignoranza umana e ci accorgiamo sempre più che davvero poche sono le persone che hanno passato la vita ad osservare le varie formazioni nuvolose.
Molte invece quelle che alzando finalmente gli occhi al cielo, dopo aver trascorso la vita a guardare per terra e avendo osservato formazioni nuvolose più rare rispetto a quelle classiche che solcano la troposfera, hanno subito gridato al miracolo, o meglio, alle manovre climatiche segrete dell’uomo.
Un teorema facilmente smontabile, che parte proprio dall’osservazione delle nubi stesse, l’ASPERATUS UNDULATUS è certamente singolare e un po’ inquietante, ma ben conosciuto dagli addetti ai lavori, secondo Paul Hardaker, responsabile della Royal Meteorological Society, la formazione delle nubi asperatus si osserva quando una forte corrente d’ aria investe dal basso lo strato inferiore delle nuvole.
Sono più spettacolari quando l’irruzione d’aria fresca investe un grande lago o un mare, sollevando aria umida e condensandola in nube, che assume forme ancora più bizzarre se nel suo cammino trova una catena di montagne sulla quale incagliarsi.
Si generano così questa sorta di onde nel corpo nuvoloso, nata sia dalla discontinuità del vento che dagli ostacoli orografici incontrati, tali da conferirgli un aspetto aggrovigliato e minaccioso. La turbolenza presente al suolo e sino agli strati medi può essere accompagnata da uno strato di inversione in quota. Da qui l’impossibilità della nube di crescere oltre un certo piano isobarico e dunque nel raggiungere lo stadio del cumulonembo.
Spesso legata a situazione di stau orografico, questa formazione nuvolosa finisce per dissiparsi appena cessa la corrente che l’ha generata senza magari aver dato luogo nemmeno ad un piovasco degno di nota. Sono nubi note in tutto il mondo, tranne nelle zone polari ovviamente e NON sono nate ieri, anche se con colpevole ritardo è stato inserito solamente da poco nell’Atlante Mondiale delle Nubi.
Non andiamo allora a raccontare che si tratta di nubi mai viste.
Autore : Alessio Grosso