00:00 26 Giugno 2013

Il clima che verrà: simulazioni da rifare

Le incongruenze con le analisi del passato inficiano le simulazioni per il futuro. Smentite in particolare le analogie e le correlazioni con il periodo interglaciale noto come Eemiano, quando le temperature del Pianeta erano sensibilmente più elevate delle attuali.

 Gli scienziati solitamente esaminano gli eventi del passato per simulare ciò che succederà nel futuro. Essi analizzano tramite vari metodi di ricerca i principali processi climatici, simulano questi processi con modelli numerici per testare ulteriormente le possibili reazioni dei sistemi sulla Terra e tracciano una possibile linea di tendenza.

Ora, questi modelli di simulazione climatica sono stati nuovamente messi in discussione da un importante studio, i cui risultati sono stati pubblicati qualche tempo fa sulla rivista Geophysical Research Letters. I ricercatori hanno scoperto differenze fondamentali tra le condizioni climatiche del periodo Eemiano e quelle moderne.

Le temperature medie del Pianeta durante il periodo Eemiano, circa 125 mila anni fa, erano sensibilmente più elevate delle temperature di oggi. Pensate che la Groenlandia era quasi totalmente sgombra da ghiacci e il livello globale del mare era decisamente più alto di quello attuale. In questo studio il dott. Bauch, in cooperazione con la dott.ssa Evgeniya Kandiano di Geomar e il dott. Jan Helmke dell’Istituto per gli studi avanzati sulla sostenibilità a Potsdam, mostrano un’importante differenza tra il periodo Eemiano e quello moderno nell’evoluzione nell’Oceano Artico.

La differenza in altre parole sta nella circolazione generale degli oceani. Mentre i campioni di sedimento prelevati nell’Atlantico mostravano segnali tipici della temperatura dell’Eemiano, che supera quella dell’Olocene (da oggi fino a 11 mila anni fa), quelli del Mare del Nord non li mostrano.

Il dott. Bauch aggiunge che le glaciazioni del periodo Saaliano, che ha preceduto quello Eemiano, erano molto più estese sull’Europa settentrionale rispetto al periodo glaciale Weichseliano, che ha preceduto l’attuale intervallo caldo. Questa situazione ebbe diverse conseguenze. La circolazione oceanica nel nord dell’Atlantico si ridusse. Allo stesso tempo, questa situazione portò a una sorta di surriscaldamento su questo settore oceanico a causa di un continuo trasferimento di calore oceanico proveniente da sud.

Alcuni processi nel periodo Eemiano, come il trasferimento di calore dall’Atlantico all’Artico, si svolsero dunque in modo fondamentalmente diverso da oggi. Da qui la conclusione pratica dell studio, secondo la quale l’impostazione dei modelli di simulazione climatica, qualora vengano tarati sul clima del passato, dovrebbe tenere in considerazione questa importante differenza, pena il rischio di irrimediabili errori degli scenari futuri. 

Autore : Luca Angelini