00:00 18 Dicembre 2001

Ecco perchè crediamo nella neve per Natale al nord

Vorremmo che leggeste questo articolo senza gridare "ai quattro venti" quanto affermiamo. Si tratta ovviamente di una linea di tendenza della "sfera", non di certezze apodittiche.

La neve a Natale al nord, sulla Toscana, l’Umbria e i rilievi del centro? Forse e ribadiamo forse, si!.
La pioggia al sud? Forse e molto più probabilmente si!

L’evoluzione sarà lenta e una volta attuata nemmeno troppo duratura ma ci sono buone premesse per un Bianco Natale sul settentrione, dopo che la gioia della neve è arrivata su gran parte del centro-sud.

Sulle Alpi l’appuntamento potrebbe essere fissato tra la vigilia e il 25 proprio come l’anno scorso ma mancano ancora diversi punti da chiarire.
Innanzitutto: perchè MeteoLive dice neve al nord, sull’Umbria e la Toscana fino a quote pianeggianti?
Perchè oltre a ricevere un risultato del genere dalle proprie interpolazioni, sta rivisitando passo dopo passo tutta l’evoluzione del giorno 30 dicembre 1996 attraverso un meticoloso lavoro di moviola satellitare e utilizzo di dati storici pieni zeppi di parametri.

Ricordiamo che in quella occasione, dopo una nevicata storica sulle regioni centrali con clamoroso coinvolgimento dell’Aurelia sul Tirreno, un minimo barico in quota si formò rapidamente sull’Europa centrale, e andò poi a collegarsi con i corpi nuvolosi provenienti dalla Spagna, modificando profondamente la configurazione barica preesistente e dando vita a fitte nevicate su gran parte del nord Italia, Liguria e Lombardia in primis.

Per questo stiamo seguendo le carte con scrupolo e troviamo parecchie analogie con quel 30 dicembre per il prossimo 24 dicembre 2001.

L’aria fredda resisterà bene al nord, perchè dal nord Europa si farà sotto alle Alpi anche un bel fronte freddo e il nocciolo depressioario sulla Germania pone una -12°C a 1500 m ma anche il centro si difenderà bene, con l’aria fredda ancora tenacemente incastrata nelle valli; limite: l’alto Lazio ma anche le vallate abruzzesi e marchigiane, sempre che il Libeccio non porta un po’ di Foehn.

Dovrebbero invece prevalere le miti correnti occidentali a latitudini più basse con pioggia per il meridione e la quota neve più alta.

Ma non è detta l’ultima parola, in ogni caso la situazione pare sempre eccezionalmente evolutiva.

OLTRE L’INFINITO: (attendibilità bassa)
Dopo il 25 l’alta pressione ha tutta l’intenzione di puntare tra l’Islanda e la Groenlandia, come già riferito ieri, e allora altra aria fredda potrebbe scendere verso sud interrompendo il flusso zonale alle basse latitudini creatosi a Natale e, attraverso un’onda di Bjerknes generare una saccatura stretta sull’Europa centrale con altre sorprese. Insomma, che spettacolo di tempo!
Autore : Alessio Grosso