IL TEMPO e le previsioni: la popolazione ora è più attenta!
C'è stato un notevole miglioramento nell'approccio alle condizioni meteorologiche.
La rivoluzione del meteo in Italia l’ha proposta Internet ed è assolutamente innegabile che tutto sia cominciato proprio dai nostri portali (www.meteoitalia.it e www.meteolive.it) , i primi sin dal 1995 ad occuparsi del tempo "all’americana", cioè in modo Live.
Nel tempo ci hanno imitato in tanti, ma noi siamo sempre qui, orgogliosi di aver svecchiato la meteorologia in profondità nel nostro Paese, tanto che nessun popolo europeo segue le previsioni in modo così attento, passionale ed ossessivo quanto il nostro.
Tutti parlano del tempo in Italia e in modo anche meno superficiale rispetto solo a 10 anni fa. Soprattutto è cambiato il nostro rapporto con il caldo. Prima tutti lo volevano, oggi ci riflettono di più, dopo le brutte esperienze di estati trascorse sotto i condizionatori, impossibilitati a godersi la bella stagione all’aperto, infastiditi dalle temperature estreme.
Oggi si accettano in maniera meno traumatica anche i periodi piovosi, si guarda con occhio più incuriosito e meno traumatizzato alle nevicate (fra l’altro sempre meno frequenti) c’è maggiore attenzione verso i temporali, verso le allerte della Protezione Civile. Si comincia a saper interpretare un bollettino, senza fermarsi unicamente al simbolino, si ascolta l’esperto in tv o si leggono articoli di appronfondimento in rete.
Tutto questo è evidentemente frutto della cresciuta attenzione mediatica verso i fenomeni atmosferici, soprattutto quando si è scoperto che fanno più audience della politica, ma è figlia anche di una presa di coscienza dello Stato della necessità di migliorare il servizio di Protezione Civile offerto alla popolazione, per non farsi superare da privati efficienti, professionali e altrettanto capaci di rendere servizi socialmente utili.
Di conseguenza la rete ha fornito lo stimolo agli apparati dello Stato per fornire un servizio più preciso e fruibile, sebbene talvolta ancora troppo superficiale. In ogni caso la gente sul tempo che fa e farà si vuole informare, tanto è vero che si sentono in strada persone che forniscono delucidazioni sul maltempo in arrivo ad amici e parenti, con spiegazioni anche convincenti.
Di tutto questo non possiamo che andare fieri, anche se ci piacerebbe che la meteorologia entrasse nei programmi scolastici in modo più deciso e approfondito, perchè viviamo in un Paese fragile, vulnerabile, in cui le calamità naturali sono dietro l’angolo e in cui climaticamente, per la sua posizione, può succedere davvero di tutto.
E’ dunque nostro dovere preparare i nostri figli a conoscere quanto accade sopra di noi, con l’idea o la speranza che magari questa un giorno possa diventare la loro professione.
Autore : Alessio Grosso