Che affondo e che ipotesi perturbata!
Il modello americano oggi, oltre ad un'emissione particolarmente perturbata, dispensa molte corse alternative anche estreme.
La piega perturbata dal 26 l’abbiamo annunciata ufficialmente e potrebbe durare qualche giorno, ma per il modello americano anche molti di più con ipotesi estreme che sorprendono stamane.
La più eclatante è quella che mostriamo qui a fianco, prevista tra la fine del mese e l’inizio di novembre, con l’aria fredda che entrerebbe dalla valle del Rodano, innescando una fase di maltempo anche intensa sul nord-est e le regioni centrali tirreniche, più attenuata ma presente anche altrove.
La quota neve sulle Alpi si attesterebbe anche sotto i 1000m ad ovest, ma i fenomeni più intensi si potrebbero registrare sulle Alpi centro-orientali, qui con quota neve attorno ai 1200-1400m.
Quanto è probabile una simile evoluzione? In questi termini depressionari poco (15%), ma l’idea di una depressione alimentata da aria fredda che scenda un po’ più ad ovest, avvettando aria sciroccale umida e foriera di molte piogge autunnali, questa decisamente risulta più probabile (55%), anche considerate le anomalie termiche superficiali oceaniche.
Sono molte comunque le corse che propongono scenari freddi sull’Italia, anche se non particolarmente perturbate, la scelta è caduta su questa carta, non tanto per la sua spettacolarità, quanto perchè il disegno barico, pur esagerato ed estremo, ci sembra quello più vicino allo schema che ci aspettiamo di vedere, considerato almeno quanto successo sino ad ora in sede europea.
Autore : Alessio Grosso