Sole pigro e raggi cosmici esuberanti tentano di frenare il global warming
La bassa magnitudo dell'attività solare, pur in pieno ciclo undecennale, sta mantenendo elevato il flusso dei raggi cosmici con maggior condensazione di banchi nuvolosi e possibile frenata a lungo termine del global warming (che però è tornato a salire a marzo e aprile).
Partiamo prima dal rispolverare la teoria che lega l’attività solare con il nostro clima: una recente ricerca statunitense individua nell’attività delle piccole particelle cariche che ogni istante colpiscono la Terra (ioni), la soluzione all’annosa problematica del riscaldamento globale. Altri ricercatori aggiungono il ruolo fondamentale delle nuvole e della quantità di vapore presente nella parte bassa dell’atmosfera per dare una possibile spiegazione al fenomeno del global warming.
Fangqun Yu, scienziato all’università di New York-Albany negli Stati Uniti, getta un ponte fornendo una teoria che soddisfa entrambi gli schieramenti: egli è fermamente convinto che la causa risiede nei raggi cosmici perché i loro effetti sulla nuvolosità variano con l’altitudine. Sempre secondo questo ricercatore, la radiazioni cosmiche provenienti dallo spazio, strettamente connesse alla maggiore o minore attività solare, producono delle variazioni globali nella massa nuvolosa tali da sbilanciare ciclicamente l’andamento termico del Pianeta verso l’alto o verso il basso.
Ora, per sapere quanto sia vero e attinente nel concreto quanto finora abbiamo appreso solo nella teoria possiamo aiutarci con il grafico allegato in figura: ci mostra l’andamento dei raggi cosmici rilevati tra il 1970 ed oggi. Si notano bene le fluttuazioni decennali i cui minimi corrispondono ad altrettanti massimi di attività solare. Guardate però gli ultimi due anni: dopo il picco del 2009, avvenuto a seguito del minimo assoluto di magnitudo del Sole tra i cicli 23 e 24, il flusso degli stessi è calato di poco e oggi permane su valori non certo da piena attività solare, ma invece ancora decisamente elevati, quasi ci trovassimo ancora in fase di stanca solare. E infatti così è.
Bene, questo significa che i prossimi anni, fatte salve eventuali correzioni, potremo approfondire con ulteriori studi questo interessante argomento e capire o avere dimostrazione concreta e tangibile di se e quanto il Sole sia in grado di incidere sul clima del nostro Pianeta.
Autore : Luca Angelini