Marzo pazzerello: prepariamoci a sbalzi termici notevoli!
Sembra destinato a cambiare completamente lo scenario barico sul nostro Paese durante il periodo 6-12 marzo.
Marzo inizierà con l’illusione della primavera facile, favorita proprio in questo periodo paradossalmente dalla mancanza di vegetazione a "fare ombra", da un sole sempre più alto sull’orizzonte e da giornate più lunghe, da una cumulogenesi tutto sommato ancora molto modesta, salvo qualche caso isolato e ad eccezione del meridione, dove risulta attiva in qualsiasi momento dell’anno.
Se poi ci si mette l’anticiclone tosto, con la sua azione di compressione, con la nebbia ormai concentrata solo su coste e bassure, si farà presto a pensare che sia arrivata l’ora di riporre
il cappotto. Nulla di più sbagliato. Si stanno preparando grandi manovre sullo scacchiere europeo. L’inverno non vuole affatto abdicare così facilmente e sta preparando la contromossa, una manovra di quelle che non lasciano impassibili gli addetti ai lavori.
L’affondo di una saccatura da ovest, attesa al massimo entro lunedì 5 o martedì 6 marzo, potrebbe isolare un minimo nel Mediterraneo e richiamare da est aria fredda, congiuntamente ad uno sganciamento anticiclonico che porterebbe nuovamente ad una situazione di blocco delle correnti atlantiche con ponte Azzorre-Russia. In questo modo aria
decisamente fredda, pur non più freddissima come all’inizio di febbraio, ma comunque FREDDA a sufficienza, si metterebbe in moto verso l’Europa centrale, coinvolgendo FORSE in parte anche quella mediterranea.
Anche se non fossimo l’obiettivo di quella colata, l’azione avrebbe il merito di riportare la pioggia e la neve laddove in questi mesi sono mancati di più, cioè soprattutto su Toscana, gran parte del nord e segnatamente l’arco alpino, unitamente al resto del Paese, che verrebbe comunque poi raggiunto dalla spirale depressionaria.
Abbiamo comunque deciso di andarci cauti,
proponendovi per ora una linea previsionale più moderata, al momento anche quella più razionale e probabile (60%), che prevede sempre un’azione perturbata ed anche il graduale sganciamento dell’anticiclone delle Azzorre verso la Scandinavia a tendere la mano a quello russo, ma con tratti meno marcati.
Per chi adora le ipotesi estreme (attendibili oggi al 25%), che non devono peraltro essere scartate a priori, pubblichiamo poi alcune "corse" che acuiscono gli effetti della retrogressione fredda, favorendo l’approfondimento di nuove depressioni e esaltando la fenomenologia che, in qualche caso, risulterebbe nevosa anche alle basse quote sia al nord che nelle zone interne del centro.
E se l’anticiclone finisse ancora per imporsi? Al momento questa probabilità ha solo il 15% di confermarsi, si tratta della percentuale più bassa da noi assegnata negli ultimi 3 mesi a Sua Maestà…Spero voglia perdonarci.
Autore : Alessio Grosso