Nubi e terremoti: facciamo chiarezza
Fenomeni tellurici e atmosferici hanno un legame? Si può prevedere il terremoti guardando le nubi? Naturalmente no, anche se qualcuno ha tentato di buttarsi in qualche improbabile scoop. Vi spieghiamo perchè.
La questione è stata posta al sottoscritto subito dopo la scossa tellurica avvertita su gran parte del nord Italia nella la mattina di mercoledì 25 gennaio. Una autentica fioccata di commenti del tipo: "Troppo secco e caldo, ecco perchè poi vengono i terremoti", o anche: "E’ colpa dei cambiamenti climatici…". Altri ancora hanno addirittura inoltrato rischieste per previsioni" meteotelluriche", insomma (soliti) discorsi, risultato inevitabile di una scienza quotidianamente centrifugata al nulla e per questo purtroppo folclorizzata e mischiata a piacimento tra sacro e profano. A questo punto è sembrato assolutamente doveroso fare un po’ di chiarezza in merito.
E’ vero, di recente ha fatto notizia uno studio condotto da alcuni ricercatori cinesi che avrebbero individuato nella presenza di alcune frange nuvolose cirriformi il segnale premonitore di una scossa di terremoto. Peccato che tale notizia non abbia allegato alcuna prova fisica a supporto del fenomeno descritto, d’altro canto sconosciuto ai Fisici dell’Atmosfera e ai Meteorologi che pur di nubi vivono come il pane quotidiano. Anche la formazione delle cosiddette nubi sismiche dovute al trafilamento di gas dal mantello sono da escludere, così come le formazioni nuvolose a onda fatte risalire al sussulto della sovrastante colonna atmosferica da parte delle scosse di terremoto e invece dovute alla notissima instabilità inerziale.
Cogliamo dunque l’occasione di questo evento sismico, fortunatamente senza conseguenze, per chiarire il concetto che processi atmosferici e movimenti tettonici sono totalmente disgiunti. I primi riguardano l’atmosfera, ovvero la buccia azzurra che avvolge il nostro Pianeta e avvengono a quote comprese tra il suolo e la stratosfera, fino a un massimo di circa 50 km, i secondi sono dovuti a processi geologici, quindi allo scivolamento della crosta terrestre sul mantello al di sotto delle piattaforme continentali e possono avvenire a profondità anche di alcune decine di chilometri.
Ulteriore confusione può venire da eventi catastrofici come quelli derivanti dagli Tsunami. Uno Tsunami non è una mareggiata: si tratta di un colossale spostamento d’acqua dovuto alla propagazione nella massa oceanica di onde sismiche provenienti dalla crosta terrestre con origine anche decine di chilometri sotto il fondale. Qui chiaramente non c’entrano venti forti, tempeste o uragani.
Un ultimo appunto: si sente abbastanza spesso che climi aridi favoriscano i terremoti. Anche in questo caso nulla di più falso. Passi che l’eventuale presenza di acqua nei sottosuoli possa in qualche modo attutire, comunque in modo assai modesto, la propagazione delle onde sismiche prodotte dai terremoti ma da qui a pensare che lungo le linee di faglia alla profondità di centinaia di chilometri possa trovarsi acqua di falda ne passa.
Aggiungiamo anche una precisazione non da poco da parte dei sismologi: i terremoti, al contrario del tempo, non si possono prevedere.
Autore : Luca Angelini