Feste sempre a rischio anticiclone, ma non mancano le alternative…
I principali modelli seguono la legge della persistenza, anche in virtù di una prevista nuova accelerazione del vortice polare, così come talvolta accade sotto Natale (ricorderete Lothar 99)
Per ora nessuno vuole uscire dalla razionalità, che in meteorologia si chiama persistenza in questo caso. I principali modelli matematici danno in pasto al pubblico infatti la soluzione più ovvia per le feste, quella anche più comoda e semplice da prevedere, che pure ha una logica. Dopo il rallentamento del vortice polare, che porterà maltempo e anche neve a quote basse al centro-sud, unitamente ad una buona dose di freddo per tutti, l’anticiclone potrebbe nuovamente espandersi verso il nostro Paese, istigato da una accelerazione della corrente a getto, figlia a sua volta di un rinnovato vigore del vortice polare.
Se dovesse andare così, salvo qualche disturbo lungo le zone alpine di confine, il versante adriatico ed il sud, per il resto prevarrebbe una situazione bloccata, anticiclonica, buona da una parte per il turismo, che però vuole sciare con un’atmosfera degna, non sulle lingue di neve sparate dai cannoni, cattiva per l’aria che respiriamo, perchè con l’anticiclone torneremmo alla stagnazione atmosferica.
In realtà sotto traccia, fuori dall’ufficialità, i modelli lavorano per cercare di trovare la mossa spiazza anticiclone, quella che rivoluzionerebbe completamente il quadro barico europeo, smentendo la prevista accelerazione del vortice polare, e proponendoci invece scenari, freddi, perturbati e nevosi. Se ne vedono così di tutti i colori: dalla nevicata di Natale in pianura al nord, che manca dal 2000, da una forte depressione al centro con richiamo di vento gelido da est e tanta neve, a tante altre bianche e magiche carte nevose ed invernali.
Che probabilità hanno di verificarsi tutte queste carte estreme? Per il momento poche, fintanto che le corse ufficiali dei principali modelli seguiteranno a snobbarle, molte se anche le corse più affidabili dovessero prenderle in qualche modo in considerazione. Fino ad ora, in più di un mese, questo NON è MAI avvenuto, ma non è detto che non ci sia una prima volta.
Noi vi abbiamo postato alcune tra queste tendenze estreme, senza dimenticare l’opzione ancora al momento più probabile. Da notare la depressione di mercoledì 21 al centro-sud, che nelle corse alternative si presenta decisamente più profonda rispetto a quanto proposta dalla corsa ufficiale del modello americano, segnale di un Mediterraneo centrale ancora caldo, che potrebbe esaltare la fenomenologia.
Autore : Alessio Grosso