In viaggio verso le nevicate confinali e dentro il muro del foehn
Resoconto di una bella escursione con lo scopo di intercettare il muro del favonio durante una giornata in cui questo fenomeno è stato particolarmente visibile.
Ci siamo ritrovati nella primissima mattinata di mercoledì 7 dicembre 2011 a Genova all’imbocco dell’autostrada per fare un escursione sin sull’alta Valle d’Aosta, lo scopo principale è stato quello di intercettare il muro del Foehn.
In partenza la situazione lungo la costa genovese era decisamente tranquilla, la notte precedente era trascorsa sotto cieli sereni e l’umidità relativa che si era mantenuta piuttosto bassa, consentendo la formazione di brinate anche nelle località vallive cittadine a pochi chilometri dal mare. Lo sconfinamento del fronte caldo coadiuvato dall’anticiclone verso Francia e confini italiani comportava un parziale mutamento delle condizioni anche sulla Liguria con una rotazione dei venti dai quadranti meridionali e le prime nubi che subentravano sin dalla prima mattina addossandosi alla costa.
Superiamo Ivrea e ci dirigiamo verso l’inizio della Valle d’Aosta, le condizioni mutano repentinamente! Superiamo la zona interessata dall’inversione termica, l’aria si fa limpida e priva di umidità, e la temperatura si impenna. All’inizio della Valle d’Aosta, nei pressi di Donnas, passiamo da 5 gradi a 14 gradi nel giro di pochi chilometri, con vento fortissimo soprattutto nei pressi dello sbocco della valle! Il cielo è scuro verso l’alta valle. Grazie ai venti forti il muro del Fohen trabocca diversi chilometri anche nel versante sud italiano.
Risalendo lungo la vallata incontriamo già pioggia ancor prima di arrivare ad Aosta, il cielo è plumbeo ed intense virga nevose avvolgono le montagne sopra i 1200 metri di quota, la temperatura comincia a calare. Arriviamo nell’alta valle poco prima di mezzogiorno e già si osserva l’aumento della temperatura in atto in quel momento. Gli alberi sono innevati al di sotto della quota effettiva in cui le virga nevose giravano in pioggia.
La temperatura scende di qualche grado e la neve si fa secca e farinosa. Gli alberi sono carichi di neve fresca e la strada è completamente bianca. Arrivati nel punto più alto raggiungibile in macchina (quota 1.650m), decidiamo di sostare per il resto del pomeriggio facendo una passeggiata in salita nei sentieri sotto la neve ed un paesaggio d’incanto. Ben consapevoli che in quel momento eravamo in uno dei pochi luoghi in Europa dove stesse nevicando a carattere di bufera.
All’ingresso in val padana siamo pronti ad accogliere nuovamente l’inversione termica. La temperatura ha subito un incredibile salto da 14.5 sino a 4 gradi nel giro di 5-6 chilometri, entrati in una zona di aria più umida e meno limpida.
Torniamo a casa soddisfatti per aver visto la neve anche in queste condizioni “proibitive”, ma in fondo un po’ delusi dall’andamento estremamente mite della stagione attuale, in cui la neve ha difficoltà a cadere anche nelle località alpine più note a tutti.
Autore : William Demasi