BREZZA di MARE: perchè se vado al mare adesso fa più fresco che nelle zone interne?
L’Italia è un Paese circondato quasi per intero da specchi d’acqua. Mare e terraferma offrono un ventaglio climatico non indifferente alla nostra Penisola. Le differenze termiche possono essere notevoli già ad una manciata di chilometri di distanza qualora si passi da un regime continentale di una valle interna al clima marittimo delle coste. Il divario termico tra le zone interne e costiere si amplifica ulteriormente in questo periodo. La terraferma si scalda immediatamente, mentre il mare ricorda ancora per diverso tempo l’inverno appena passato, scaldandosi molto più lentamente. Ne deriva una dicotomia climatica non indifferente: il caldo può impadronirsi delle zone interne già nel mese di maggio, mentre lungo le coste l’azione refrigerante del mare ancora freddo riesce a placare l’euforia dei termometri, sempre che non intervengano venti di caduta dall’interno.
Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate il mare risulta quindi più freddo rispetto alla terraferma. La sua temperatura può essere anche di 10° inferiore a quella che si registra in prossimità di una località situata all’interno. Questa differenza di temperatura crea uno squilibrio pressorio su piccola scala che determina l’insorgenza di una corrente nei bassi strati diretta dal mare (più freddo) verso la terraferma (più calda). Ecco la BREZZA DI MARE.
La brezza di mare, in origine, presenta la stessa temperatura dello specchio d’acqua che l’ha generata, quindi è più fredda rispetto alla terraferma. Durante il suo percorso verso l’interno tende a riscaldarsi, ma non in maniera tale da determinare picchi eccessivi di caldo. Di conseguenza le temperature massime registrate in prossimità dei litorali interessati dalla brezza non si discosteranno troppo dai valori termici della superficie marina e saranno molto più bassi rispetto alle temperature dell’immediato entroterra (dove la brezza di mare può non arrivare).