00:00 12 Gennaio 2009

Come finirà gennaio? Apriamo il tavolo delle ipotesi

L'inverno proseguirà lungo la sua strada dinanica o si siederà sopra gli allori della stabilità? Nevicherà ancora o l'Italia si crogliolerà all'ombra dell'alta pressione?

A questo punto della stagione, dopo i rigori invernali che hanno investito il nord ricoprendo di nevicate molte regioni e che ora si apprestano ad impegnare il centro-sud con una pesante andata di piogge, l’interrogativo appare più che appropriato.

Le ipotesi che si celano dietro alle carte per la verità propendono per una configurazione che, in linea generale, può essere inquadrata fin d’ora. Per giungere ad una analisi logicamente e matematicamente possibile però occorre partire da lontano.

Naturalmente in questi casi gli indici teleconnettivi sono di grande aiuto, anche se a volte la statistica ad essi applicata mostra lacune che poi si ripercuotono su carte imprecise o volatili come banderuole. Non è comunque il nostro caso. L’elemento principale sul quale dobbiamo focalizzare la nostra attenzione è il vortice polare.

Dato ormai per certo il suo fisiologico immediato rinforzo, occorre ora comprendere come si disporrà sull’emisfero e se interverranno elementi a disturbarlo prima della fine di gennaio. Intanto la corrente a getto tenderà la sua corda e velocizzerà lo scorrere dei flussi occidentali a livello delle medio-alte latitudini.

Questo non permetterà scambi meridiani di un certo rilievo, tuttavia le SSTA, ovvero le temperature superficiali dell’Atlantico, potrebbero in questo caso giocare un ruolo importante, di sponda con quelle del Mediterraneo inviando qualche onda secondaria, come quella attesa tra martedì e mercoledì e che andrà a saldarsi con il vortice presente sull’Italia meridionale.

La fascia anticiclonica subtropicale dal canto suo, secondo i voleri dell’onda temporalesca tropicale (indice MJO) prevista in discreto rinforzo, svirgolerà verso le isole Britanniche andando temporaneamente a spingersi fin sul comparto europeo centrale a saldarsi con la struttura termica ivi presente.

Tale disposizione barica, in rinforzo dal 20 del mese in corso, è anche sottolineata dall’andamento dell’indice sito in zona Nino-Nina, ovvero il SOI (oscillazione della pressione al livello del mare sul Pacifico equatoriale). Insomma la grande piattaforma europe secondo questa ipotesi, avrà modo di raffreddarsi ulteriormente.

Nel frattempo però una successiva decelerazione della trottola artica, unitamente ad uno sbilanciamento della stessa verso il comparto europeo, favorirà una maggiore ondulazione. Proprio una di questa ondulazioni potrebbe allungarsi come una gigantsca macchia di olio verso il nostro Continente e riuscire addirittura a agganciare il Mediterraneo.

Ne consegue che l’ultima decade di gennaio potrebbe vedere protagonista un nuovo severo attacco dell’inverno non solo sull’Europa ma anche sull’Italia. A questo punto non ci resterà che individuare la traiettoria dei minimi di pressione associati alla grande saccatura in possibile calata e stilare una prognosi dettagliata. Avremo naturalmente modo di riparlarne nei prossimi aggiornamenti, non mancate di seguirci.
Autore : Luca Angelini