QUELLI CHE…aspettano la rottura estiva!
Per molti è un incubo che arriva a sentenziare l'epilogo di un mito. Per altri è un'autentica benedizione che arriva dal cielo. Di cosa stiamo parlando? Semplice: della fine dell'estate.

C’è chi la osanna e chi la disprezza, ma di certo è un mutamento che fa sempre parlare di sé, in un verso o nell’altro.
Quest’anno in particolare, dopo mesi di canicola, di sudate disumane, di disagi a più non posso, ecco rompersi la monotonìa di una stagione che fin troppo ha spadroneggiato sul centro-sud Italia, dominando la scena in lungo e in largo per tre mesi filati, con ben poche eccezioni.
Chi di caldo non vive, chi è costretto a lavorare sotto il sole, chi deve fare i conti con l’impossbilità di installare ventilatori od aria condizionata nei propri ambienti domestici, chi semplicemente non può far ferie ed è costretto a tenersi la sua città anche nei mesi di luglio ed agosto… beh, per tutti questi (e siamo in tanti) settembre è il mese della liberazione.
Non sempre l’estate va via in un sol colpo: a volte questo processo può materializzarsi in settimane di transazione. Ma non stavolta. Stavolta accadrà l’esatto contrario. Una rottura improvvisa, decisa, fulminea e che a tratti si rivelerà dirompente.
Conseguenze? Sì, ce ne saranno, e molte. Almeno a giudicare dai numeri che pioggia, vento e temperatura tireranno fuori dal pallottoliere della depressione italica nei prossimi giorni.
Qualcuno potrà nutrire dispiaceri, malinconie o comprensibili nostalgìe di fronte al tramonto della bella stagione. Ma signori, dateci (anzi, ridateci) le nostre piogge. Ridateci i nostri temporali.
Ridateci il soffio del vento e il brivido della mareggiata. Ridateci il temporale e tutta quell’ebbrezza atmosferica che il caldo latente ci aveva portato via, strappato via. Ridateci il gusto d’un cielo solcato da nubi, e di una visibilità tersa e leggera, schiva delle languide foschie da orizzonte malato. Ridateci l’amore per la nostra scienza vissuta.
E svegliateci dal torpore d’un letargo che ci ipnotizza con il persistere della stabilità. Ascoltateci per tutto questo, e perdonateci per l’amore che nutriamo nei confronti della stagione autunnale. Non di sola neve, infatti, vive l’uomo che ama la meteo…
Autore : Emanuele Latini
