00:00 29 Giugno 2008

“Che smog farà?” la nuova frontiera europea delle previsioni

L'Unione Europea in collaborazione con il Centro Meteorologico di Reading sta mettendo a punto una nuova serie di modelli fisico-matematici allo scopo di prevedere la presenza degli inquinanti nell'aria che respiriamo

La matematica si prende tutto. Dopo aver ricevuto un aiuto indispensabile dall’informatica ora le frontiere della scienza possono varcare confini finora impensati. L’Unione Europea, con il patrocinio del glorioso centro meteorologico ECMWF di Reading, il quale fornisce anche una parte dei modelli fisico-matematici che utilizziamo in questa sede, ha pensato di applicare gli estremi matematici utilizzati per le previsioni meteo anche per la previsione degli inquinanti.

Anche se di interesse più limitato e specifico, la distribuzione dello smog nell’aria che respiriamo può costituire in ogni caso un valido strumento per organizzare le nostre giornate all’aperto diminuendo l’impatto della nostra salute contro questa vera e propria piaga delle grandi città.

“I soddisfacenti risultati ottenuti in ambito meteorologico dall’applicazione delle leggi fisiche in chiave matematica”, afferma Alberto Maurizi, ricercatore del CNR di Bologna, “Ci hanno spinti ad ampliare il raggio d’azione con uno sforzo non banale nel quale sono impegnati ben 31 laboratori”.

“Le difficoltà intrinseche al sistema di equazioni” prosegue Maurizi, “deriva dal fatto che gli elementi considerati inquinanti si mescolano alle polveri sottili le quali provengono sia dalle attività antropiche (scarichi dei motori a scoppio, attività industriale) sia da sorgenti naturali (sale marino e sabbie dei deserti).

In sostanza il modello avrebbe il compito non facile di incrociare i dati elaborati in ambito meteorologico con quelli relativi alle sorgenti inquinanti e alle polveri sottili. Il sistema da dare in pasto agli elaboratori andrebbe così a risolvere un centinaio di equazioni diverse.

Al momento il tutto si trova agli esordi, tuttavia entro un paio di anni l’affinamento delle tecniche di calcolo e della rappresentazione grafica (al momento il modello ha risoluzione di 40 chilometri) punta a raggiungere un livello previsionale simile a quello attualmente raggiunto dalle previsioni meteo, con un’ottima probabilità di successo fino a tre giorni.
Autore : Luca Angelini