STOP alle speculazioni scientifiche sull’alluvione in Piemonte
Inaccettabili e fuorvianti le opinioni espresse da certi "esperti" sul fenomeno alluvionale in Piemonte. La posizione geografica della regione la rende particolarmente esposta a questo susseguirsi di estremi: siccità o alluvioni; il riscaldamento globale non c'entra nulla. Quando piove troppo la montagna rivela la sua naturale fragilità.
Il signor Massimo Marconi ci scrive:
ancora una volta grave disinformazione meteorologica del Tg1: nell’edizione delle ore 13:30 del 30/05/2008 in riferimento alla tragica alluvione piemontese è stato intervistato il solito ed oramai noto “super-esperto” climatologo toscano catastrofista che ha affermato che l’alluvione è stata provocata dai cambiamenti climatici in corso, che la colpa è delle attività antropiche, ecc. La giornalista che ha redatto il servizio ha poi rincarato la dose commentando alcune immagini del servizio affermando che, sempre secondo il noto esperto, avremo un estate con ondate di calore stile 2003 intervallate da violente tempeste e possibili alluvioni con piogge in tutto e per tutto simili, udite udite, ai monsoni indiani!!! Ritengo che non si possa fare passare inosservata anche questa ennesima assurda distorsione della realtà propinata agli italiani senza esperienza in materia, che contribuisce a diffondere timori infondati ed inutili. Buon lavoro a tutta la redazione di MeteoLive.
RISPONDE ALESSIO GROSSO:
Caro signor Marconi,
come avrà notato abbiamo voluto inserire questa sua missiva in prima pagina nella speranza di evidenziare la triste situazione in cui versa l’informazione scientifica nel nostro Paese. Del resto, dopo anni di battaglia condotta quotidianamente qui su MeteoLive, appena abbiamo fatto un sondaggio chiedendo ai lettori cosa ne pensassero del cambio climatico e del ruolo dell’uomo, abbiamo preso atto di risultati sconcertanti che avallano la teoria di un uomo distruttore, così come ce la presentano i media, con la complicità di alcuni pseudo-esperti. Vien quasi voglia di gettare la spugna, anche perchè il tentativo di questi pseudo-esperti di isolare le nostre teorie controcorrente pare stia dando i suoi frutti e oltretutto nei momenti di maggior traffico spesso MeteoLive non appare visibile, quindi meglio di così… Nessuno dice ad esempio che la posizione geografica della regione Piemonte la rende particolarmente esposta a questo susseguirsi di estremi: qui con il Libeccio piove infatti solo su alcune fasce di territorio, mentre con Ostro e Scirocco la regione viene coinvolta in modo più netto e soprattutto si va ad esaltare in maniera anche preoccupante quell’effetto stau che reca nelle valli del Torinese e del Cuneese accumuli precipitativi talora drammatici.
Si passa così da un estremo all’altro, non perchè la natura sia cattiva o sia sempre colpa dell’uomo, ma perchè se di acqua ne cade tanta, troppa, la montagna rivela tutta la sua naturale fragilità, specie laddove la composizione geologica ne mette a repentaglio la stabilità.
Nei prossimi anni il Piemonte farà ancora i conti con le alluvioni perchè le configurazioni bariche prima o poi presenteranno ancora queste situazioni. Quello che si può fare, oltre a prendersi cura del letto dei fiumi in maniera intelligente, è una mappatura dettagliata delle zone a maggior rischio frane e smottamenti, in modo che la popolazione, conscia del pericolo, possa evitare il peggio allontanandosi preventivamente e contemporaneamente possano essere realizzate opere di contenimento per le frane.
Altre considerazioni le lascio ai soliti avvoltoi, io mi fermo qui e per l’estate stia tranquillo, niente monsone indiano, ma il solito caldo e i soliti nubifragi, niente di più, niente di meno di quanto già visto da sempre, agli altri lasciamo pensare ciò che vogliono.
Autore : Alessio Grosso