Viaggio attraverso le nostre nuvole. Tutti i segreti per capire cumuli e cumulonembi (prima parte)
Avolte guardando il cielo distrattamente non siamo in grado di cogliere le magnifiche sfumature che ci regalano le nostre nuvole. Imparare a guardare il cielo è la cosa più importante per chi desidera avvicinarsi a quella fantastica scienza che è la meteorologia
Spesso chi cammina in città percorre la sua strada distrattamente, assorto nei propri pensieri od occupato a preservare la propria incolumità dalle insidie del traffico e di quant’altro. La gabbia dell’urbanizzazione galoppante inoltre non gli permette di alzare gli occhi e ammirare le meraviglie del cielo come le involuzioni a volte spettacolari delle nostre nuvole.
Certo a chi si trova in città poco interesserà la differenza tra una semplice nube cumuliforme bianca da un pericoloso cumulonembo in procinto di scaricare tuoni e fulmini. Ben diversa la situazione di chi vive e lavora all’aria aperta, in montagna o sul mare.
Nel semestre caldo (marzo-settembre) l’intensa radiazione solare riscalda notevolmente la superficie terrestre. L’aria calda a diretto contatto con il suolo tende a sollevarsi da esso sotto forma di bolle invisibili chiamate “termiche”. Queste si alzano e, qualora si trovino ad avere la spinta di galleggiamento sufficiente per raggiungere il proprio punto di condensazione, ecco che si forma il nostro cumulo.
La spinta di galleggiamento può essere facilitata dalla risalita dell’aria lungo i pendii montuosi o dalla presenza di flussi più fredda in quota che forzano ulteriormente verso l’alto la nostra termica. Nel caso in cui la risalita della bolla calda, e quindi il cumulo ad essa associato, incontri strati d’aria più caldi (inversione termica in quota) interrompe la sua crescita verticale sviluppandosi in orizzontale.
Il cumulo diventa dunque uno stratocumulo (se la sua struttura principale si trova a quote medio-basse) oppure un altocumulo (se la medesima si trova a quote medio-alte). Se il tasso di umidità dell’aria nei bassi strati risulta basso la nube generalmente si dissolve e l’aria che la componeva, trovandosi in ambiente esterno più caldo, inizia a scendere per rimpiazzare l’aria calda in risalita da un’altra termica adiacente.
Nel caso in cui la nostra bolla calda in sollevamento penetri invece in una massa di aria fredda che scorre in quota, si troverà ovviamente in ambiente circostante più freddo dunque tenderà a salire ancor più velocemente innescando la crescita di una nube cumuliforme imponente se non di un cumulonembo temporalesco. Di queste due strutture parleremo nella seconda parte.
Autore : Luca Angelini