Il TEMPO sino al 31 gennaio: proiezione pazza? Giudicatelo voi…
Il modello CFSv2 americano (Sistema di previsione climatica) tiene conto delle interazioni tra l'oceano, l'atmosfera e la terra. Le corse giornaliere arrivano addirittura a nove mesi. Vengono utilizzate per ipotizzare l'evoluzione stagionale del tempo ma sono ancora sperimentali, tuttavia in certi situazioni, sono molto utili per tracciare una vaga linea di tendenza.
Proviamo a tracciare una linea di tendenza dal 20 dicembre 2023 al 31 gennaio 2024, secondo lo schema ipotizzato dal modello CFSv2 americano.
Tali mappe e le previsioni indicate, pur avendo una validità scientifica poichè effettivamente elaborate da potenti computer che eseguono miliardi di calcoli fisico-matematici basati anche su statistiche climatologiche, si intendono proposte per curiosità e principalmente come "esercizio didattico": si ritiene non siano di utilità per programmare attività.
Si parte naturalmente con il flusso da nord-ovest previsto tra il 21 e il 23 dicembre, che viene sostanzialmente confermato: ne deriveranno nevicate sui settori alpini di confine, un rinforzo del vento e qualche pioggia di richiamo lungo il Tirreno per venti umidi da ovest e poi da Maestro, temperature solo in lieve calo.

Nel periodo immediatamente successivo ecco l’alta pressione rigonfiarsi e proporsi più o meno in pianta stabile sul bacino centrale del Mediterraneo tra la Vigilia di Natale e giovedì 28 dicembre, ma sempre con qualche passaggio nuvoloso lungo le regioni adriatiche e con nubi basse anche lungo il basso Tirreno a tratti, scarsi o assenti i fenomeni, temperature ancora leggermente superiori alla media stagionale, anche di più sul nord-ovest.

Tra fine anno e inizio gennaio 2024 ecco un modesto cambiamento in arrivo da ovest con il passaggio potenziale di una debole perturbazione piovosa, con neve solo sulle Alpi mediamente oltre i 1200m:

Dall’Epifania in poi e almeno sino alla metà del mese ancora schema da nord-ovest con fenomeni scarsi o assenti e persistenza di condizioni non favorevoli all’instaurarsi di condizioni veramente invernali.

Qualche cambiamento più importante l’emissione la prevede solo nella terza decade del mese di gennaio, quando dovrebbero instaurarsi correnti da nord più incisive con un’ondata di freddo che colpirebbe solo marginalmente l’Italia e molto di più Balcani e poi la Turchia (un classico anche del recente passato):

Da questo affondo però potrebbe poi nascere anche qualcosa di più rilevante per il nostro Paese verso gli ultimi giorni del gennaio, con un afflusso freddo più diretto verso il bacino centrale del Mediterraneo e la possibile formazione di una depressione al suolo sull’Italia, ma naturalmente prendete tutto questo davvero con "le pinze".

Sarebbe già positivo comunque riuscire a scrollarsi di dosso l’alta pressione entro fine gennaio. Sarà davvero così? Seguite gli aggiornamenti!
Autore : Alessio Grosso