10:21 17 Novembre 2023

Ondata di MALTEMPO a metà della settimana prossima, arriverà anche il FREDDO e la NEVE?

Depressione sulla nostra Penisola a metà della settimana prossima con interessamento di molte regioni italiane. A seguire potrebbe arrivare anche il freddo, ma vediamo in che quantità e dove potrebbe colpire.

 

Dopo un fine settimana in prevalenza soleggiato, il tempo potrebbe subire un cambiamento abbastanza importante a metà della settimana prossima. La scadenza previsionale è ancora impervia, ma nel complesso il guasto viene contemplato da molti modelli, tra cui il modello americano ed europeo, seppure con modalità differenti. 

Il maltempo che colpirà essenzialmente il centro e il meridione verrà governato da una perturbazione in discesa da nord-ovest che formerà una depressione sul centro Italia, in movimento poi verso il meridione. 

Le regioni settentrionali con dinamiche del genere solitamente non vedono fenomeni, a parte qualcosa sull’Emilia Romagna e le aree alpine confinali. 

Arriverà il freddo? Poco! Al momento le correnti non sembrano prendere una piega fredda, ne tantomeno gelida, anche se un calo termico dovrebbe esserci a fine evento specie al nord. 

Iniziamo con la mappa sinottica estrapolata questa mattina dal modello europeo e valida per la mezzanotte su mercoledi 22 novembre: 

La depressione sarà già centrata al meridione. Quasi tutta l’Italia verrà interessata da correnti non particolarmente fredde da nord-est che determineranno tempo perturbato soprattutto lungo il versante adriatico, le aree interne e il meridione in genere. 

Neve? Al momento sembra cadere solo in quota, ovvero oltre i 1500 metri, ma sarà bene ritornare sull’argomento tra qualche giorno alla luce delle analisi successive. 

Per ciò che concerne il freddo, il momento migliore sembra essere la prima mattinata di giovedi 23 novembre quando l’isoterma 0° a 1500 metri si appoggerà sulle regioni settentrionali come si evince da questa mappa: 

In questo frangente, se le precipitazioni reggeranno, la neve potrebbe scendere di quota sull’Appennino centrale e collocarsi anche attorno a 9000-1000 metri, ma si tratta al momento di stime molto approssimative. 

C’è però da sottolineare che il modello americano contempla una maggiore presenza di aria fredda anche durante l’evento precipitativo. Se ciò fosse vero, la quota neve potrebbe essere anche molto più bassa rispetto a quella accennata poco sopra, ma questa situazione viene scarsamente contemplata dalla media degli scenari, quindi è da ritenersi minoritaria, anche se ovviamente non impossibile. Ci ritorneremo! 

Ciò che sembra abbastanza assodato è un interessamento piovoso del centro e del meridione (forse ad eccezione della Toscana) con il nord Italia che questa volta potrebbe stare a guardare. Nei prossimi giorni vedremo se le cose andranno realmente in questo modo, continuate quindi a seguirci. 

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Autore : Paolo Bonino