20:39 11 Ottobre 2023

Prima fiondata fredda dell’autunno: si farà?

A partire dal weekend l’autunno tornerà timidamente a rimettere il naso nel Mediterraneo, spazzando via uno degli anticicloni più persistenti degli ultimi anni durante la prima parte della stagione. Dopo una prima metà di ottobre da dimenticare, con temperature costantemente molto superiori alle medie del periodo, finalmente arriveranno nuovamente la pioggia e temperature più consone alla stagione, soprattutto nel Nord Italia.

 

I primi fronti atlantici arriveranno da domenica, ma saranno piuttosto blandi e porteranno solo alcune piogge sparse e qualche isolato acquazzone. Successivamente, nel corso della prossima settimana, giungeranno perturbazioni via via sempre più organizzate, che potrebbero portare piogge diffuse e localmente anche abbondanti, soprattutto sulle regioni tirreniche e settentrionali. Insomma, l’autunno finalmente aprirà le danze, e lo farà accompagnato da un deciso calo delle temperature, che sarà più evidente al Nord, mentre il Sud vivrà ancora qualche giornata abbastanza tiepida, considerando che si troverà spesso al di sotto dell’influenza delle perturbazioni più calde.

 

Ma il vero colpo di scena potrebbe arrivare attorno al 20 ottobre, momento in cui potrebbe manifestarsi la prima ondata di freddo precoce della stagione. Tuttavia, su questa possibile irruzione fredda, ci sono davvero numerosi dubbi, considerando che mancano ancora molti giorni alla sua realizzazione, e come ben sappiamo, le previsioni per le irruzioni fredde dall’est sono spesso complesse.

 

Ci sono vari scenari proposti dai principali centri di calcolo, come vedremo a breve. Cominciamo dal modello americano GFS, che è senza dubbio il più propenso a portare il freddo in Italia, con precipitazioni rilevanti. La saccatura fredda proveniente dalla Russia europea e dalla Scandinavia si estenderebbe verso l’Europa centrale e il Centro-Nord Italia, favorendo lo sviluppo di varie depressioni cariche di maltempo, portando non solo molta pioggia ma anche le prime nevicate significative sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale.

 

Il modello europeo ECMWF è invece più cauto riguardo all’arrivo del freddo. La massa d’aria molto fredda rimarrebbe principalmente confinata nell’Est Europa, mentre l’Italia potrebbe trovarsi in una situazione intermedia tra il freddo proveniente dall’est e le perturbazioni atlantiche, rischiando di non subire l’influenza di nessuna delle due.

 

Il modello canadese GEM ci propone una visione simile a quella del modello europeo, ma con un maggiore influsso del freddo, soprattutto sul versante adriatico del Sud, dove si verificherebbe un deciso calo delle temperature.

 

Insomma, come potete notare, ci sono varie situazioni previsionali molto diverse tra loro, ma tutte hanno in comune una marcata dinamicità atmosferica dopo la metà di ottobre, questa è senza dubbio una buona notizia in ottica autunnale.

Autore : Raffaele Laricchia