Angelini: “Il tempo nell’ultima metà di gennaio, tutto fuorchè noia”
Fase dell'inverno spiccatamente dinamica quella che ci accompagnerà nei prossimi giorni. L'Atlantico non ha esaurito la sua verve e si prepara ad un "uno-due" perturbato tra mercoledi e giovedi. A cavallo del fine settimana pausa anticiclonica ma ultima decade del mese a sorpresa

REDAZIONE: gennaio sotto il segno di un’atmosfera irrequieta e in vena di elargire emozioni tra i molti appassionati meteo sparsi lungo lo Stivale.
ANGELINI: la fase attuale vedrà ancora un Atlantico a tutta birra. Nonostante abbia dato molto in termini di piogge e nevicate, l’oceano ha tutta l’intenzione di offririci ancora un doppio album che riprodurrà il suo miglior repertorio, il classico “the best of…”. Nella settimana in corso infatti ancora due perturbazioni a ruota libera sul nostro Paese. La prima sta impegnando il queste ore il centro-nord anche se la sua azione per la verità non è molto convinta se non su alcuni settori della Liguria.
REDAZIONE: all’orizzonte si staglia già un secondo sistema frontale.
ANGELINI: esatto. Si tratta di un intensa perturbazione che giungerà sulla nostra penisola nella sua fase di pieno sviluppo. Darà sicuramente una mano per contribuire ad appianare gli spaventosi deficit pluviometrici accumulatisi nel corso degli ultimi anni nei sottosuoli del Bel Paese. In altre parole mercoledi l’Atlantico avrà nuove cartucce da sparare e molti italiani che vivono in montagna qualcos’altro da spalare. Tornerà infatti la Dama bianca sui monti, ai sensi del riuscittissimo detto “neve tira neve”.
REDAZIONE: giungeremo cosi al fine settimana, quali saranno le prospettive?
ANGELINI: l’oceano tirerà un po’ il fiato lasciando maggior spazio ad una rimonta anticiclonica, ma la stabilità non avrà vita facile quest’anno. Anche la Russia infatti rivendica il suo ruolo nell’inverno italico e potrebbe ottenere la sua parte nell’ultima decade del mese in corso.
REDAZIONE: qualche indiscrezione?
ANGELINI: stiamo monitorando una situazione che si presenta estremamente interessante su tutti i piani atmosferici. Nell’ultima decade di gennaio una saccatura di origine artica potrebbe farsi strada verso l’area balcanica interessando parzialmente anche l’Italia con un deciso calo delle temperature. Nel frattempo la stratosfera mostra segnali inquivocabili che potrebbero portare ad una scissione del vortice polare in sede artica nella prima quindicina di febbraio. Il tutto potrebbe tradursi in una fase dell’inverno molto fredda sulla quale porre la massima attenzione. Al momento però mi pare prematuro trarre conclusioni, avremo senz’altro occasione per riparlarne.
Autore : Luca Angelini
