Due BUGIE sul cambio climatico…smascherate!
Ecco come spaventare inutilmente la popolazione. Dati scientifici incerti propinati come certezze dai media.
Abbiamo recuperato due “perle climatiche” che vi farà certamente piacere leggere insieme a noi:
PRIMA “PERLA”
Da Clima Estremo del Prof. Guido Visconti
Le variazioni di temperatura non sono l’unico evento che preoccupa oggi. Negli ultimi 20 anni i fiumi dell’Europa centrale sono stati interessati da molte piene, tra cui quella dell’agosto del 2002 che, a causa del restringimento dell’alveo hanno portato a danni per 10 milioni di euro.
I risultati di una ricerca sulla frequenza delle alluvioni provocate dai fiumi Elba ed Oder, pubblicati su Nature, confermano comunque ancora una volta la scarsa affidabilità dei modelli di previsione sul clima futuro.
Lo studio mostra come la frequenza delle alluvioni prodotte da questi due fiumi negli ultimi 100 anni è in DIMINUZIONE, oppure non dà tendenze particolari.
Questi risultati sono perfettamente compatibili con la frequenza degli eventi severi di pioggia nell’Europa centrale, eventi che non mostrano nessuna tendenza.
Il risultato è molto interessante se si considera che si riferisce alla regione che fu investita da un’alluvione catastrofica nel 2002.
Dnque non è necessariamente vero che in un mondo più caldo aumenterebbero gli eventi estremi.
La diminuzione della frequenza delle piene viene attribuita al fatto che gli inverni sono diventati più miti e questo comporta che i fiumi gelino più raramente così come il terreno sottostante.
In effetti l’assenza di qualunque tendenza nei mesi estivi è ben correlata con il fatto che la frequenza delle piogge intense non è cambiata negli ultimi 100 anni.
Un altro risultato interessante è un aumento della frequenza delle alluvioni tra il 1500 ed il 1800, cioè in piena PEG, piccola età glaciale!
Gli allarmi lanciati in occasione della piena disastrosa dell’Elba nell’agosto del 2002 non vanno quindi attribuiti ai cambiamenti climatici.
Da VERDI FUORI e ROSSI DENTRO
Prof. Franco Battaglia
La lista delle “bufale” ecologiche del resto è così lunga come quella dell’informazione usata ad arte. Nell’agosto del 2000 organi di stampa e televisivi riportarono con grande evidenza la notizia ripresa dal New York Times che il Polo nord si sta sciogliendo.
Con l’immediata interpretazione la causa è: “l’effetto serra antropogenico”. Si trattava appunto di una vera e propria bufala. In effetti la chiazza di mare larga almeno un miglio, individuata da un rompighiaccio russo che si era aperta al polo, “un qualcosa che mai essere umano aveva visto con i suoi occhi in 50 milioni di anno” era un falso. Il NT dovette amettere l’infortunio giornalistico e scusarsi con i propri lettori: “abbiamo interpretato male uno studio sulle trasformazioni in corso al Polo Nord”.
Si trattava, come sottolineava lo stesso giornale, di un “fenomeno che si è ripetuto in passato e osservato normalmente: durante l’estate circa il 10 per cento dell’Artide si scioglie e la mancanza di ghiaccio al polo nord non è necessariamente il risultato di un riscaldamento del globo”.
Solo che questa smentita che indubbiamente faceva rumore all’NT, sui nostri quotidiani veniva relegata nelle pagine interne o alla pagina di scienza, non certo alla prima pagina.
Forse varrebbe la pena di rammentarlo ai commentatori e articolisti che imperterriti propinano tutt’ora bufale di questo genere.
Autore : Report di Alessio Grosso