Kyrill: di tempeste così l’Europa ne ha viste tante, soprattutto in autunno
Considerazioni sull'evento atmosferico che ha spazzato l'Europa centro-settentrionale nelle ultime ore.

Le tempeste dell’ottobre 1987 e del gennaio 1990, insieme all’uragano Lothar del dicembre 99 costituiscono i precedenti più importanti e decisamente più gravi della tempesta Kyrill che, nelle ultime 24-48 ore ha spazzato l’Europa centro-occidentale.
Sono fenomeni che trovano riscontro da sempre nella storia del clima europeo, ma che nella storia più recente trovano precedenti anche tra gli anni 20 e gli anni 50. E c’è un filo conduttore tra tutti questi eventi: in gran parte hanno accompagnato stagioni particolarmente miti, in cui l’alta pressione presidiava il sud Europa e il grande nastro trasportatore delle correnti atlantiche correva strettissimo alle latitutini più settentrionali, con la corrente a getto pronta a divertirsi a produrre quelle piccole ondulazioni o mulinelli in grado di generare mostriciattoli, in gergo tecnico piccole ma profonde depressioni al suolo, pronte ad esaltare la furia del vento con vortici pericolosi.
Le tempeste del nord Europa, definite meglio come cicloni extra-tropicali, sono semplicemente il risultato del normale processo per cui l’aria fredda di origine polare si scontra con aria calda proveniente dai tropici.
A causa della grande differenza di temperatura si formano appunto depressioni pericolose. Rispetto a questi eventi naturali, alcuni scienziati avanzano l’ipotesi che il trend di forte riscaldamento in atto favorisca un’ulteriore evaporazione delle acque oceaniche che le porta a salire di latitudine molto più della norma.
Molti altri scienziati sono contrari a questa ipotesi in quanto presupporrebbe che la temperature degli oceani salisse mentre quella della terra si mantenesse costante.
C’è poi addirittura chi nega che le tempeste siano un segnale dell’aumento degli eventi estremi dovuti al riscaldamento globale. Non è affatto certo, dicono, che in un mondo serra tutto impazzisca in questo modo, ANZI giacchè la temperatura aumenta maggiormente ai poli rispetto ai tropici, la differenza termica con l’equatore diminuirebbe rendendo MENO PROBABILE la formazione di depressioni tanto profonde.
Come vedete non esiste neanche su questo punto una convergenza di vedute.
Autore : Alessio Grosso
