00:00 14 Dicembre 2006

GROSSO: “prima irruzione fredda stagionale standard, poi l’alta pressione scenderà su di noi come un falco”

Tradizionale intervista settimanale al caporedattore Alessio Grosso.

GROSSO: “prima irruzione fredda stagionale standard, poi l’alta pressione scenderà su di noi come un falco”

REDAZIONE: allora Grosso, c’è sempre l’alta pressione di mezzo ma qualcosa par di capire che si muova prima del Natale.
GROSSO: si, si scaverà un’ansa depressionaria nel Mediterraneo e tra domenica e mercoledì della prossima settimana il centro-sud sarà interessato da una marcata instabilità con rovesci ed occasioni favorevoli a nevicate sul versante adriatico dell’Appennino e sul settore meridionale, complice l’atteso calo delle temperature per l’inserimento di aria fredda di origine artica.

REDAZIONE: poi però l’alta pressione ci metterà di nuovo una pezza o no?
GROSSO; si e del resto ci sarebbe da stupirsi se non fosse così, vista la prevista spinta del fiume di correnti occidentali alle alte latitudini che favoriranno la sua estensione verso levante.

REDAZIONE: dunque un Natale con l’alta pressione come se ne trovano tanti ripercorrando la cronistoria meteo degli ultimi 30 anni?
GROSSO: si, è assai probabile. Le sorprese però potrebbero arrivare dopo Natale. Dobbiamo aspettare di capire quali sono i progetti del Vortice Polare, dove andranno a colpire i suoi tentacoli, come reagirà il nostro anticiclone. Insomma, l’avevo detto anche negli ultimi interventi: non era pensabile una svolta netta verso l’inverno più rigido per compensare l’autunno più mite degli ultimi 50 anni. Del resto la stagione invernale vive su un paio di episodi, proprio come durante una partita di calcio, tutto fila via liscio finchè l’arbitro non espelle qualcuno, concede un rigore dubbio o non vede un fuorigioco, anche qui l’equilibrio si può spezzare da un momento all’altro, ma a volte non succede e la partita (l’inverno) può finire a reti bianche, pardon NERE:-)

REDAZIONE: sappiamo che lei ha in serbo nuovi progetti letterari di cui non vuole svelare nulla, ma almeno una cosa ce la può dire, c’è ancora qualcosa che la emoziona nella meteo oppure dopo tanti anni è la routine a prevalere e osserva la situazione con distacco?
GROSSO: con distacco proprio non direi, certo il dominio dell’alta pressione non è proprio il massimo per chi vive di emozioni “atmosferiche”; la cosa che mi commuove di più, dopo tanti anni, è ancora il passaggio di stato da pioggia a neve con i fiocchi che si mescolano in modo sempre più netto alle gocce d’acqua, una battaglia che si gioca sul filo dei decimi di grado, mi manda in estasi, l’estasi del sublime.
Autore : Redazione