00:00 18 Ottobre 2006

L’antico popolo degli Inupiats

Il cambiamento climatico e il riscaldamento dell'Artico stanno mettendo a rischio la sopravvivenza del popolo nordico degli Inupiats.

L’antico popolo degli Inupiats

Il clima cambia in continuazione. Nel corso dei quattro miliardi di anni di vita del nostro Pianeta, il clima ha trovato sempre nuovi equilibri, sotto la spinta di nuovi elementi, nuove condizioni che compongono il suo complesso sistema: il calore solare, la composizione dell’atmosfera, e della biosfera, l’orbita terrestre e molti altri fattori. Il clima infatti è un sistema di scambio dove si verifica una serie di complesse interazioni, azionate da quel potente motore che è il nostro Sole.

Anche il cambiamento climatico che viviamo oggi, fa parte di un ciclo naturale che dura ormai da migliaia di anni, che ha contribuito all’evoluzione della razza umana, ma anche al declino di intere civiltà determinando l’estinzione di molte specie animali e vegetali.
Il clima ha da sempre condizionato l’Uomo nel suo tragitto evolutivo, trasformandolo in un “bipede errante” e ad un predatore alla conquista di nuove terre.

Oggi le fasce temperate del Pianeta sono densamente popolate, costellate di grandi insediamenti umani ed enormi metropoli relativamente sicure, ma vi sono zone della Terra dove il clima è più estremizzato, in cui le condizioni ambientali risultano maggiormente esposte agli effetti dei cambiamenti climatici.

Nel nord della costa artica dell’Alaska, sorge il villaggio di Kivalin, uno dei 200 villaggi, stimati nel lontano nord America, che potrebbero andare persi nei prossimi anni. La costante riduzione della banchisa polare lungo la costa Artica, dovuta al aumento delle temperature oceaniche si sta letteralamente sgretolando, mettendo a repentaglio l’esistenza del popolo nativo degli Inupiats.

Un cambiamento climatico che sta portando inconsuete tempeste invernali e che sta determinando una profonda crisi dalla caccia e dalla pesca praticata dalle popolazioni nordiche. Da molte generazioni gli Inupiats giungevano su questa terra ad ogni inverno, in quanto il territorio offriva loro la migliore possibilità di sopravvivenza, ma la situazione sembra peggiorare di anno in anno. Gli inverni caldi stanno sciogliendo il permafrost causando il rilascio di metano nella atmosfera, responsabile a sua volta di un progressivo rialzo delle temperature.

Milioni di acri di foreste in Alaska sono stati cancellati negli ultimi anni a causa degli inverni più caldi che hanno permesso agli insetti, particolarmente coccinelle, di moltiplicarsi, trasformando lussureggianti foreste verdi in aride distese di rami secchi con la scomparsa di molte specie animali e quindi di molta selvaggina.

Purtroppo, per le popolazioni nordiche dell’Alasca, il futuro appare tutt’altro che roseo. Sono all’esame progetti innovativi per arginare le tempeste, ricostruzione dei villaggi in zone più sicure, ma considerando le ridicole risorse economiche messe a disposizione dai governi per far fronte a tali emergenze, difficilmente si giungerà ad un compromesso, o ad una risoluzione positiva per salvare queste popolazioni e le loro “preziose culture” dal declino e da un certo progresso.
Autore : Luca Savorani