00:00 15 Gennaio 2009

Pioggia, pioggia e neve, neve: lo spettacolare passaggio di stato che trasforma il paesaggio

Esempi pratici per assaporare una nevicata e tante interessanti notizie utili sulla neve

Immaginiamo di vedervi alla finestra di una delle vostra città: fuori ci sono 5°C e sta piovendo: un fronte freddo ha fatto il suo ingresso nella vostra regione. Ma voi volete vedere la neve, non volete sprecare troppi km, perchè la benzina costa, ma volete ugualmente divertirvi e far divertire la vostra combriccola di amici o perchè no, moglie, fidanzata, nipotini e suocere (quelle forse è meglio lasciarle a casa).

E allora che fare?

Una volta appurato che di neve in pianura proprio non se ne parla, è opportuno decidersi per una quota media: 1000 m possono andar bene, perchè col fronte freddo gli sforzi per raggiungere i fiocchi si riducono, ma non sempre le località montane più prossime alla pianura sono le ideali.

Ma come avviene il passaggio di stato?
Dapprima è solo pioggia: poi avete quasi l’impressione, ma dovete spegnere le ventole interne della macchina, che l’acqua diventi un violento rovescio, i monti e le colline che prima apparivano più chiaramente sono intrappolati in un mare di nubi, d’improvviso primo splatter o “schizzo d’autore” o “cacca di piccione” sul vostro parabrezza, un altro tornante e paff gli splatters si moltiplicano. Cosa è cambiato?

Prima di tutto la temperatura, siete saliti un po’ di quota e già a 600 m, la neve è in fase di “guadagno”, cioè sta guadagnando metri verso il basso, perchè l’aria fredda è pesante e si rovescia con le forti precipitazioni sempre più verso il fondovalle e i fiocchi con il processo di fusione sottraggono calore all’aria.

In questi casi basta poco per passare dalla neve alla pioggia e nella coda del fronte i rovesci raggiungono quote molto basse.

Nel caso di avvezione calda invece, la quota c’entra poco: valgono più le sacche d’aria fredda. Dove sono le sacche? Beh, bisogna scovarle: di solito i regni delle sacche fredde sono il novarese, il torinese, il cuneese e l’alessandrino, dove i residui pacchetti o cuscini anche di soli 1200 m resistono molte ore in più rispetto ad altre zone, ma la casistica potrebbe proseguire per ore.

La val Sesia, ad esempio, getta verso valle folate fredde che mantengono bene i valori alle temperature ideali per le “fioccate”.
Ma molte volte accadono cose folli: piove sulla provincia di Varese e nevica sulla bassa lombardia e nel milanese, specialmente nei quartieri che hanno accumulato il freddo nei giorni di nebbia.

Quando l’aria calda entra da ESE, la pioggia guadagna terreno da Bergamo verso Varese, Como, Lecco, poi scende verso Milano, poi attacca il novarese, fino a raggiungere Torino ed infine Cuneo, magari già sepolta da due metri di neve.
Insomma si potrebbe davvero scrivere un libro sulla dinamica dello “scalzamento del cuscino freddo”.

C’è poi differenza tra la pioggia prodotta da un fronte freddo e da quella da fronte caldo: se piove forte da fronte freddo i rovesci nevosi si spingono anche fino a 900-1000 m sotto lo zero termico, se piove forte con il fronte caldo la sovrassaturazione produce calore, scalda l’aria e la neve sale di quota, oppure piove con 0°C perchè in quota fa già troppo caldo e può arrivare in pianura il “vetrone” o “la pioggia congelantesi”.
Però…che scienza affascinante!!!
Autore : Alessio Grosso