00:00 4 Giugno 2004

L’Italia può essere investita dai Monsoni?

I venti umidi oceanici che riportano la pioggia e la vita su molte regioni tropicali non potrebbero manifestarsi direttamente sulle coste italiane. Tuttavia, dei parenti minori dei Monsoni si ripresentano ogni anno su alcune zone d'Europa.

L’Italia può essere investita dai Monsoni?

Dopo mesi di aridità e terreni spaccati dal sole, verso la fine di maggio il vento inizia a provenire dal mare, sempre più umido. Le piogge cominciano dalle regioni più a Sud e risalgono verso Nord fin quasi alla catena Himalayana annunciando il ritorno della vita per molte specie vegetali e animali.

Puntuali di anno in anno, a meno che non intervenga un forte Nino a deviarli, i Monsoni si ripresentano sull’India, la nazione più rappresentativa del fenomeno, evitandone una totale desertificazione.

A volte sono così forti che piove per un’intera settimana causando anche disagi e danni ma come si ridurrebbero molti stati asiatici e africani se non ci fossero queste piogge periodiche?

Il monsone, dall’arabo mausin (stagione) è un vento che soffia per tutta una stagione in una stessa direzione: in inverno da terra verso il mare e viceversa in estate.

Come quasi tutti i fenomeni atmosferici, si origina dalla diversa radiazione solare, in particolare dal differente riscaldamento delle placche continentali rispetto all’Oceano. In inverno, sul mare l’aria rimane più calda e tende a salire richiamando masse d’aria secche dall’entroterra più freddo. Durante l’estate tropicale i terreni si infuocano e spingono verso l’alto colonne d’aria calda, rimpiazzata da umidi e più freschi venti oceanici.

In pratica i Monsoni seguono lo stesso meccanismo delle brezze di mare ma in larga scala, su migliaia e migliaia di km. È un astuto stratagemma escogitato dalla natura per riequilibrare il bilancio energetico e ridistribuire uniformemente il calore.

Durante la stagione monsonica non piove tutti i giorni ma ad ondate successive con periodi intermedi di bel tempo. Le piogge durano fin quando rimangono accesi i contrasti tra il terreno caldo e l’aria fresca in arrivo dal mare. Successivamente, il ritorno del sole innesca un altro ciclo ed il tutto si ripete ogni 2-3 settimane.

In Europa e nel Mediterraneo possono esserci i Monsoni?
Dei meccanismi analoghi si ripresentano ad esempio sulle nazioni che si affacciano sull’Atlantico: quando inizia la stagione estiva, l’aria calda che sale sulle verticali di Portogallo, Spagna e Francia spesso attira freschi ed instabili venti da NW che portano delle sfuriate temporalesche.

Sul Mediterraneo orientale poi, sempre durante la bella stagione soffiano costantemente dei venti da nord, richiamati dalla depressione che si forma sull’altopiano iraniano.

In tutti questi casi si parla di monsoni europei, fratelli minori di quelli classici indiani o asiatici.

In Italia non ci sono gli spazi sufficienti per assistere ad un fenomeno del genere e soprattutto i nostri meravigliosi mari sono un nulla in confronto alle sconfinate distese oceaniche. Dovremo “accontentarci” delle brezze locali che, anche se possono penetrare con vivacità fino a 30-40 km dalla costa, hanno un’estensione verticale di poche centinaia di metri e dunque non possono portare piogge di quella entità.

A volte si usa impropriamente il termine pioggia “monsonica” per indicare una precipitazione particolarmente costante e durevole. Chiaramente si vuole dare solo un’immagine più nitida del fenomeno e non includere il meccanismo che l’ha originata.
Autore : Simone Maio