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GROSSO: "le previsioni sono una sfida, perchè denigrare le nuove frontiere del meteo?"

Gli indici teleconnettivi e le nuove frontiere del meteo.

Le vostre lettere - 22 Gennaio 2008, ore 14.52

LE VOSTRE LETTERE Caro Grosso, le scrissi alcune settimane or sono, criticando, in maniera assolutamente bonaria, il vostro desiderio di predire un tempo realmente invernale e non, come ancora una volta sta accadendo, un'estate mascherata da inverno. Mi beccai la sua risposta stizzita, un "ringraziamento" piuttosto acido di chi, mi pare chiaro, non aveva compreso l'intento del mio intervento. Semplicemente, vorrei sottolinearle, è inutile illudere il lettore, l'amante di un inverno vero, di neve, pioggia e freddo aggrappandosi a indici, Nao, Nino, Nina e chi più ne ha più ne metta, seguitando a prevedere o, meglio, a sperare (perchè la vostra io l'ho sempre letta come una speranza e nulla di più) di prevedere un inverno con la "i" maiuscola. Lei stesso, oggi, asserisce che "avremmo dovuto dare maggior peso e credibilità alle proeizioni americane che prevedevano un inverno ancora una volta mite e siccitoso per la nostra Europa". Tanto è! Questo sta accadendo. Il lettore, quello più attento, quello che ha a cuore il tempo meteorologico e che, in 45 anni di vita, ha accumulato qualche cognizione scientifica e specialmente tanta esperienza, è capace di leggere una stagione forse più e meglio delle carte e degli indici da voi tanto sbandierati. Ricordo Bernacca e Baroni, due straordinari personaggi prima che ottimi previsori i quali, pur non avendo a disposizione la scienza e la tecnologia di oggi, erano capaci di azzeccare le previsioni addirittura di un mese o di una stagione sulla base del proprio intuito e della prorpia esperienza, abbinate ad indubbie capacità scientifiche. "La stagione che nasce è figlia di quella che muore", erano soliti dire! E dagli torto. Ottobre e novembre sono stati mesi dalla scarsissima piovosità, per non dire di settembre. E questo lo chiamiamo autunno? Come poteva essere diverso questo inverno? Rammento che a Rieti, quando ero bambino, la prima neve la si salutava talvolta anche ai primi di novembre e parlo di fine anni 60 - primi anni 70. Oggi, vedere una nevicata in città è cosa a dir poco rara. Piuttosto, il problema più serio è per le falde acquifere. Rieti e la sua provincia, dove io vivo, costituiscono uno dei bacini imbriferi più importanti in Europa. Roma si disseta grazie alla nostra acqua, al Peschiera, che è a secco, come tante, troppe falde o vene più o meno importanti. L'acqua, in alcuni nostri centri che ne erano ricchissimi, viene razionata da molto tempo e se non pioverà e non nevicherà, soprattutto, saranno dolori autentici. Speriamo in bene, ma...Cari saluti, con amicizia, Valerio Pasquetti RISPONDE ALESSIO GROSSO Caro Valerio, la meteorologia è una scienza giovane, in continuo divenire. Bernacca e Baroni, per i quali nutro grande rispetto e che probabilmente non son degno nemmeno di citare, hanno però commesso errori anche grossolani, ammessi molto spesso anche da loro. Non erano dei mostri, erano umani. Addirittura il 17 luglio del 91 in occasione di una tragedia in montagna nelle Alpi proprio Baroni ebbe a dire: "non abbiamo capito nulla di quel fronte"; quindi affermare che prevedessero il tempo con sicurezza con un mese di anticipo o addirittura una stagione mi sembra alquanto esagerato e più da fattucchiere che da meteorologo. Anche loro sono figli di una meteorologia pionieristica, che ancora oggi pur con tanti sforzi, ha molti limiti e fortunatamente li avrà sempre. Il Padreterno probabilmente non desidera che l'uomo arrivi a conoscere tutto ma è nostro dovere quello di cercare di non vivere il tempo che ci è stato concesso come bruti. Gli sforzi compiuti per arrivare a capire i meccanismi dell'atmosfera sono stati tutti lodevoli e se qualche volta appaiono contraddittori o si scontrano con una realtà meteorologica che va in una direzione completamente opposta, questo rientra nella logica del concetto stesso di progresso scientifico, fatto di vittorie ma anche di cocenti sconfitte. Potremmo effettivamente evitare di raccontarvi delle teleconnessioni, degli indici, degli strat-warming e darvi una bella previsione semplice come le fa ad esempio il Tenente Colonnello Massimo Morico se vi piace, ma noi riteniamo sia giusto coinvolgere voi lettori in questo appassionante viaggio in un campo tanto affascinante come quello legato alle dinamiche dei fenomeni atmosferici. Dunque perchè denigrare le nuove frontiere del meteo e a che pro? Non mi pare di averle risposto in maniera stizzita ma anche se l'avessi fatto è un sentimento umano offendersi un po', perchè sinceramente le prediche sul basso profilo mi fanno alquanto ridere, nella vita bisogna essere se stessi, provare sentimenti e non nascondersi dietro frasi di comodo e di facciata, quindi mi lasci almeno la libertà di infervorarmi un po', mica per questo non stimo e rispetto la sua opinione. Piove meno? C'è siccità? E' normale, chi ha stabilito che debba piovere sempre come 30 anni fa? Lamentarsene però è umano. Un caro saluto Alessio Grosso

Autore : Alessio Grosso

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