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Monitoriamo le mosse dell'alta pressione africana con l'ITCZ

Ecco la posizione dell'itcz nella prima decade di maggio...

In primo piano - 14 Maggio 2018, ore 11.00

Un buon metro per cercare di capire le mosse dell'alta pressione africana è l'ormai famoso ITCZ ( InterTropical Convergence Zone). Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull'equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell'emisfero boreale e la risalita di masse d'aria calda che determinano l'area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali.

Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l'equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell'ITCZ verso nord facilita le rimonte dell'alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l'Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato "Gobbo".

L'ITCZ non viene monitorato in inverno, ma sale sugli altari della cronaca già a partire dal mese di aprile. La mappa in alto a sinistra ce lo mostra...così come è disposto in questi ultimi giorni, o meglio come era disposto nella prima decade di maggio. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta dal 1 al 10 maggio.

Cosa notiamo? Una situazione abbastanza altalenante in quanto sulla parte occidentale l'ITCZ risulta più basso del normale, mentre nella parte centrale ed orientale si trova leggermente al di sopra.

Ciò potrebbe significare un maggiore "sfiatamento" del calore africano verso il Mediterraneo orientale e l'Egeo a scapito della Spagna e del Mediterraneo occidentale.

Questa situazione scongiurerebbe la creazione di anticicloni ibridi sull'Europa occidentale senza il rischio di avere condizioni siccitose o di caldo perdurante sulla nostra Penisola come spesso è successo negli anni scorsi.

Le bizze dell'Africa riguarderebbero i settori orientali del Mediterraneo e forse l'estremo meridione d'Italia, mentre altrove si potrebbero mantenere le condizioni termiche accettabili o in linea con le medie del periodo.


Autore : Paolo Bonino

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