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E’ in arrivo il Burian, oppure una semplice irruzione fredda?

Cerchiamo di capire cosa succederà sull'Europa entro la giornata di venerdì.

In primo piano - 16 Febbraio 2004, ore 10.56

Alla fine della settimana scorsa abbiamo puntato il dito sulla possibilità che nel corso dei prossimi giorni si sarebbe potuto concretizzare un vero e proprio episodio di Burian, possibilità che abbiamo valutato attorno al 40%, con effetti ristretti ad alcune Regioni d’Europa (in particolare il settore orientale). E’ cambiato qualcosa nella previsione? Oppure è stata confermata questa tendenza? Per capirlo dobbiamo innanzitutto cercare di fare un po’ di chiarezza sul termine “Burian”; quest’ultimo è riferito ad un vento caratteristico dell’inverno, che si sviluppa sulle steppe russe e siberiane, e si muove rapidamente verso ovest. La sua caratteristica principale è quella di essere freddo soprattutto nei bassi strati atmosferici (dal suolo fino a 2-3 km di altezza) e quasi inesistente alle alte quote (dai 7 km di altezza verso l’alto); inoltre è molto secco, tanto da dissolvere completamente le nubi nelle zone che attraversa. Insomma è una corrente estremamente particolare, che per arrivare fino alla nostra Penisola deve vincere le normali forze presenti in atmosfera, che vorrebbero le masse d’aria muoversi normalmente da ovest verso est; è chiaro quindi che deve essere supportato da figure bariche molto tenaci, come un robusto anticiclone dinamico fra Mare del Nord ed Isole Britanniche, ed una cellula di alta pressione termica su Bielorussia e Russia settentrionale (in tali condizioni l'aria fredda riesce addirittura a sfociare sull'Atlantico). Le caratteristiche della circolazione generale nei prossimi giorni andranno rispecchiando quasi totalmente queste caratteristiche; l’unica “pecca” riguarderà le temperature gelide ma non troppo (perché superiori ai –25°C) presenti attualmente nel “serbatoio” del Burian, la Russia e la Siberia occidentale. E’ chiaro che quindi le raffiche che raggiungeranno l’Italia non potranno essere gelide come quelle che ad esempio ci interessarono nell’ultima settimana del dicembre ’96, durante l’ultimo episodio del genere verificatosi sulle nostre regioni, ma semplicemente piuttosto fredde; tuttavia la massa d’aria in arrivo sarà poco strutturata in quota (non si andrà al di sotto dei –35°C a 5400-5500 metri di quota, valore basso, ma non come ci si aspetterebbe da una irruzione artica ben organizzata) e relativamente più fredda al suolo. Inoltre fra giovedì e venerdì il braccio termico dell’anticiclone sulla Russia avrà una struttura ben definita, assimilabile ad un “embrione” del famoso anticiclone Russo-Siberiano, anche se non ne potrà raggiungere la potenza. Insomma i venti in arrivo si possono definire burianici; questo però (lo ribadiamo) non vuole affatto dire che saranno "terribilmente" gelidi, ma semplicemente che si originano in prossimità degli Urali, ed avranno le caratteristiche elencate precedentemente; Burian è il nome di un vento con certe caratteristiche, come ad esemio Maestrale è il nome del vento che si origina nella Valle del Rodano in particolari occasioni per poi riversarsi sulla Sardegna. Comunque nel nostro caso, il potenziale freddo del Burian sarà in gran parte limitato dalle temperature non molto basse sulla Russia; inoltre i venti colpiranno soprattutto il nord e parte del centro, mentre le regioni meridionali probabilmente almeno in un primo tempo saranno interessate da correnti più umide e relativamente miti. Come tutte le irruzioni dovute al Burian, anche quella che si concretizzerà nei prossimi giorni non si protrarrà per più di 2-3 giorni, dato il “fisiologico” e rapido aumento della pressione atmosferica che si manifesterà sui Balcani a seguito dell’irruzione stessa; comunque per quanto riguarda i particolari del tempo che farà nei giorni fra giovedì e sabato vi invitiamo a seguire tutti i prossimi aggiornamenti, visto che la previsione non è ancora ben definita.

Autore : Lorenzo Catania

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